Ecco il PD che mi piace, per i diritti di tutti

Ecco perché continuo a lavorare perché siano Giorgio Merlo
e quelli come lui a sentirsi sempre più fuori luogo nel mio partito.

METTIAMO IN PIAZZA I DIRITTI

IGNAZIO MARINO E IVAN SCALFAROTTO

Ettore Martinelli e Diana De Marchi

Sabato 7 maggio, dalle 16.00 alle 19.00

Una camminata attraverso i diritti: dal diritto alla qualità urbana al testamento biologico; dalla legalità all’ambiente; dal lavoro alle unioni civili… e molti altri ancora!

PARLIAMONE INSIEME NEI GAZEBO DEL PD
in P.za Segesta, P.za Piemonte, P.za Selinunte, P.le Pagano, P.za Buonarroti, P.za Sicilia, Via Paravia.

Sempre sabato, presso il Circolo Acli di via Conte Rosso 5 (vedi la mappa),

è previsto un pranzo elettorale a favore della candidatura di Giuliano Pisapia a Sindaco

con il senatore Ignazio Marino

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Per l’eutanasia

Oggi pomeriggio, 10 novembre, ho scritto questo sul blog di Ignazio Marino:

Anche se mio papà – da lungo tempo malato – ha salutato questo mondo quando l’ha deciso lui, lasciando un biglietto con su scritto “viva la vita, viva l’eutanasia!”, io ho qualche difficoltà a dirmi tout court “favorevole all’eutanasia”.
Di sicuro, però, sono favorevole alla depenalizzazione dell’assistenza al suicidio e dell’eutanasia.
Sono favorevole a considerare determinante e dirimente la volontà di ciascun diretto interessato, e credo che la legge debba prevedere una serie di passaggi obbligati molto espliciti per assicurarsi che la volontà dell’interessato sia espressa nel modo più libero e consapevole. Con “libero” intendo anche libero dal dolore eliminabile con adeguate cure palliative, ovviamente.
Oggi svariate ricerche condotte in forma anonima tra i medici ci dicono che ovunque – Italia compresa – l’eutanasia è praticata in base alla soggettiva valutazione di ciascun clinico, come verosimilmente accade dalla notte dei tempi.
Io vorrei che diventasse argomento di discussione esplicita, così da togliere un po’ di peso dalle spalle dei medici che si assumono il peso di una simile decisione da soli, e anche per limitare il rischio di errori o abusi legati a qualunque decisione assunta da una persona sola.
Quanto a quello spot, mi ha colpito perché l’aspetto fisico dell’attore è lontano dall’immagine del malato terminale, magari attaccato al respiratore, e certo si presta a una strumentalizzazione da parte dei soliti ipocriti che preferiscono mettere la testa sotto la sabbia (salvo poi fare le stesse cose ma di nascosto, quando tocca a loro o ai loro cari).
Però mi sembra che lo spot punti molto correttamente – al di là di ciò che scrive l’Avvenire – sul principio fondamentale dell’autodeterminazione: così come posso rifiutare le cure anche sapendo che questo equivale a una condanna a morte, devo anche poter decidere di morire in modo dignitoso.
Mio padre l’ha fatto quando era in grado di farlo, perché non gli mancavano né la determinazione né la conoscenza dei metodi più adatti né la capacità di procurarseli e di usarli, ma se qualcuno ha bisogno dell’aiuto di un medico e c’è un medico disposto ad aiutarlo io credo che nessuno abbia il diritto di intromettersi (se non per contestare al medico eventuali omissioni gravi, per esempio riguardo all’accertarsi che la persona fosse in grado di intendere e volere, e non soffrisse di dolore gestibile con un’adeguata terapia).
Purtroppo anche la migliore cultura medica risente di una serie di pregiudizi, perché per esempio la diagnosi di depressione viene fatta sulla base di scale di valutazione che danno molto peso alla volontà di morire.
Quindi se dici di voler morire risulti clinicamente depresso, e uno può pensare che basti curare la depressione per farti passare le “ideazioni suicidarie”, ma in realtà non è così, come argomentava un paio di anni fa nel suo blog “Mente & Psiche” Daniela Ovadia (http://ovadia-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/03/21/chi-chiede-di-morire-e-per-forza-depresso/) citando vari studi.
C’è tanta strada da fare perché il principio dell’autodeterminazione si affermi del tutto nel mondo e in Italia, e io credo che sia sbagliato fare valutazioni “tattiche” su cosa faranno il Vaticano e i suoi sostenitori in Parlamento. E’ una battaglia che si fa perché va fatta.

A un anno dalla morte di Eluana Englaro

Presidente Fini,

sono un sostenitore dell’appello per il testamento biologico (www.appellotestamentobiologico.it) promosso dal senatore Ignazio Marino e da numerose personalità del mondo giuridico, scientifico e culturale italiano.

Come Lei ben sa, la legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, approvata dal Senato sarà presto all’esame dell’Aula della Camera dei Deputati.

In questa occasione, ci tengo a farLe sapere che io al Parlamento italiano chiedo una legge per il diritto alla salute ma contro l’obbligo alle terapie. Chiedo una legge laica, tracciata nel solco dell’art. 32 della nostra Costituzione.


A Lei, rispettosamente chiedo che faccia tutto ciò che è in suo potere per fare sì che in aula ci sia u
n confronto che consenta di uscire da un’impostazione ideologica, rendendo la legge utile per le persone in modo che ciascuno possa scegliere liberamente a quali terapie sottoporsi e a quali rinunciare.

Fabio Turone, Milano

Invio questo testo al Presidente della Camera Gianfranco Fini aderendo all’invito del senatore Ignazio Marino, che sull’argomento ha pubblicato questo video nel sito Cambia l’Italia:

P.S. L’unico appunto che mi sento di fare è tecnico, futile ma fino a un certo punto: i videomessaggi sono importanti e utili, e se sono fatti bene si nota. In questo senso credo che con un po’ di attenzione in più all’illuminazione (e al bilanciamento del bianco) questa modalità di comunicazione ne guadagnerebbe in termini di efficacia complessiva (ma forse ho la deformazione “amatoriale” da videomaker della domenica…).

Il testamento biologico? Si fa dai Valdesi (con o senza Cristo)

Mi è stato girato questo invito per un incontro per la stampa, aperto al pubblico, con cui la Chiesa Valdese presenterà a Milano l’iniziativa di attivare uno sportello per l’informazione e la conservazione in un apposito archivio dei testamenti biologici (direttive anticipate di fine vita), opportunamente compilati e firmati in presenza di testimoni.

E’ un’iniziativa che trovo lodevole, presentata anche “come Dio comanda” (se mi è concesso l’uso di un’espressione figurata di questo tipo in questo contesto).

Sarebbe bello che dopo la “prima Chiesa” che offre questo servizio saltasse fuori anche il “primo partito politico” che ne offre uno analogo, e sarebbe fantastico se fosse il Partito Democratico, cui ho deciso di iscrivermi qualche mese fa anche a questo scopo…

Cara/o cittadina/o – credente di qualsiasi confessione e religione, ateo
o agnostico che tu sia – , cara sorella e caro fratello

da diversi anni ormai è in discussione nel nostro Paese una legge sulle
direttive anticipate di fine vita, altrimenti note come “testamento
biologico”. Attraverso la Commissione Bioetica nazionale della Tavola
Valdese abbiamo già studiato approfonditamente l’argomento, e vorremmo
ora mettere questo studio al servizio di tutti.

Ecco perchè a nome della chiesa valdese di Milano ti invitiamo a un
incontro per la stampa aperto al pubblico che si terrà:

*** mercoledi 2 dicembre alle ore 11:30 ***

presso il Centro Culturale Protestante – Sala della Libreria Claudiana

per presentare un’iniziativa, la prima a Milano, per tutti i cittadini:
l’apertura, presso la Chiesa Valdese, di uno sportello per
l’informazione e la conservazione in un apposito archivio dei testamenti
biologici (direttive anticipate di fine vita),
opportunamente compilati
e firmati in presenza di testimoni.

L’iniziativa, che ci vede impegnati come cittadini e come cristiani –
perchè riteniamo si tratti di una testimonianza cristiana, ma al
contempo laica, del rispetto della dignità della persona – con
un’offerta di servizio mai proposta finora, da parte di una chiesa, sarà
lanciata a Milano durante il mese di dicembre.

Ulteriori dettagli, insieme a una copia del nuovo modulo per il
testamento biologico proposto dalla Commissione Bioetica della chiesa
valdese, saranno forniti nel corso della conferenza stampa – aperta al
pubblico – di mercoledi 2 dicembre.

All’incontro saranno presenti:

– Maria Bonafede, Pastora e Moderatora (“leader” dell’esecutivo)
della Chiesa Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi in Italia

– Il Sig. Beppino Englaro, autore del libro “Eluana, la libertà
e la vita” e promotore della battaglia civile per una legge giusta sul
testamento biologico

– la Dott.sa Monica Fabbri, membro del Consiglio della di chiesa
valdese e della Commissione Bioetica nazionale della Chiesa Valdese

– il Past. Giuseppe Platone e il Sig. Samuele Bernardini,
rispettivamente Pastore e Presidente della chiesa valdese di Milano

– l’Avv. Sergio Gentile, membro del Consiglio della chiesa
valdese di Milano e consulente legale dell’iniziativa.

Tutte e tutti sono cordialmente invitati

Mangio e bevo, ergo sum

Cartesio rivisitato dal governo e dal parlamento, ispirati dal Vaticano: non è il pensiero – l’intelletto, le funzioni superiori tipiche di un animale sociale – a fare di noi ciò che siamo, ma è l’intestino la vera sede dell’anima umana.

Finché qualcuno mi nutre e mi idrata – ci dice la filosofia del governo – io esisto.

Amen.

Sul suicidio assistito in Oregon il bilancio è positivo

Secondo un’analisi pubblicata sull’ultimo numero del prestigioso American Journal of Bioethics, la discussa legge con cui nello Stato americano dell’Oregon sì è inteso assicurare a chi vuole la possibilità di morire con dignità, con l’aiuto di un medico, non ha causato a distanza di molti anni dalla sua approvazione alcuno degli abusi paventati dagli oppositori.
In dettaglio, l’autore dello studio sugli effetti del Death with Dignity Act Ronald A. Lindsay conclude che:

1) Non si è verificato alcun declino nella qualità e disponibilità delle cure palliative;
2) La legalizzazione del suicidio assistito non ha avuto conseguenze particolari per alcuno specifico gruppo di persone vulnerabili;
3) La legge non risulta essere stata applicata all’infuori dei pazienti terminali in grado di intendere e volere per i quali è stata scritta;

Quanto al quarto aspetto presentato come inevitabile – quello degli abusi – i dati non permettono di affermare con certezza nulla, né in un senso né nell’altro, ma “la conclusione più ragionevole è che i rischi di abuso non superano i benefici della legalizzazione” scrive il bioeticista, la cui sintetica conclusione è chiara: “L’esperienza dell’Oregon rappresenta un argomento a favore della legalizzazione dell’assistenza nella morte”.

Ecco l’abstract originale dello studio (“Oregon’s Experience: Evaluating the Record “), consultabile online (a pagamento)

Abstract
Prior to passage of the Oregon Death with Dignity Act, opponents of assistance in dying argued that legalization would have serious harmful consequences. Specifically, they argued that the quality and availability of palliative care would decline, that the harms of legalization would affect certain vulnerable groups disproportionately, that legal assisted dying could not be confined to the competent terminally ill who voluntarily request assistance, and that the practice would result in frequent abuses. Data from Oregon’s decade-long experience decisively refute the first three predictions. As to abuses, the record is not quite as clear, but if an appropriate framework for analysis is utilized, the most reasonable conclusion is that the risks of abuse do not outweigh the benefits of legalization. To the extent projected harmful consequences are relevant to the debate over legalization, Oregon’s experience argues in favor of legalization of assistance in dying.

Sono sicuro che ben pochi parlamentari lo leggeranno, ma io lo segnalo comunque.

Quando la morte ci chiamerà…

L’amico Meristemi accosta argutamente questa vignetta di Dilbert alla discussione in corso in Parlamento sul testamento biologico:

Una vignetta di Dilbert sul testamento

Una vignetta di Dilbert sul testamento: 1) «La vostra generazione lascerà alla mia generazione un pianeta morente e un debito raccapricciante» - «He he» 2) Ma noi inventeremo farmaci capaci di prolungare la vita così soffrirete con noi. Ha!» - «Oh oh» 3) Vi attaccheremo alle macchine e vi terremo in vita finché i poveri chiederanno di mangiarvi» - «Bella pensata»

A me ha fatto venire in mente la “candida, vecchia contessa” di De Andrè che si aspetta l’esclusiva sui numeri del lotto:

non vedo l’ora di andar fra i dannati
per rivelarglieli tutti sbagliati

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