L’era del qwalwnqwismo (o “qualunquismo www”)

Qwalwnqwismo, o Qualunquismo www: ecco come si potrebbe chiamare la variante “social network” del buon vecchio qualunquismo da bar.

Sembra informato, e partecipe, ma in realtà dedica alle questioni complesse il tempo di un caffè o di un paio di tweet, al termine dei quali ha pronta la facile ricetta per salvare il mondo…

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Terremoti, previsioni e cattivo giornalismo

Puntuali come una sequela della scossa che ha devastato l’Emilia, tornano le polemiche sulla prevedibilità dei terremoti.
E tornano ad avere spazio i molti personaggi che – per ignoranza o malafede – si dichiarano convinti di essere profeti inascoltati, perché loro i terremoti li sanno prevedere (dicono).

Regolarmente il «circo dei media» alimenta – per ignoranza o malafede – questo pericolosissimo inganno, spesso presentando la disputa come se si trattasse di un ricercatore fin troppo disinteressato e trasparente che lotta contro l’establishment ricco e potente della opaca «scienza ufficiale».
Una scienza in realtà incapace di fare il suo mestiere o complice di chissà quale complotto per lucrare sulle morti innocenti dei poveri cittadini tenuti nell’ignoranza.

È un cliché che fa audience, indubbiamente.

Ma a me non interessa ora sapere se chi invita in televisione personaggi come Gioacchino Giuliani lo fa solo per l’audience o perché non ha capito che dice cose molto imprecise e molto pericolose. Non voglio entrare nel dibattito se la stampa italiana sbagli più per ignoranza o per malafede.

Voglio provare a proporvi un giochino.

Proviamo a porci sempre la domanda che ogni giornalista dovrebbe farsi e dovrebbe fare ai suoi interlocutori: «OK, ma in pratica?»

Magari scopriamo che la risposta ci aiuta anche a distinguere chi è più o meno ignorante e chi è più o meno in malafede…

Volete un esempio?

Se qualcuno dice di essere in grado di prevedere che migliaia di italiani moriranno nel 2012 (stanno morendo in questo momento) ma i suoi allarmi sono ignorati e le autorità sanitarie e politiche sono occupate in altre cose futili (e lucrose…), come faccio a capire se è uno squilibrato o uno che vuole vendermi qualcosa?
O magari uno che dice una cosa importante ma non si sa spiegare? O trascura qualche dettaglio importante?

Faccio domande, che ruotano attorno al quesito di base: «OK, ma in pratica?».

E sulla base di come ho capito le risposte, faccio altre domande, all’interessato e alle persone che dovrebbero saperne quanto lui (o più di lui). E chiedo agli uni e agli altri di aiutarmi a giudicare la qualità e completezza delle risposte.

Magari scopro che il succo di quello che dice è vero, ma ci sono spiegazioni molto meno “da prima pagina” rispetto al complottone dei potenti che vogliono arricchirsi ancor di più sulla pelle dei poveracci.

Nel caso in questione, qualunque esperto di sanità discute da anni di come intervenire per ridurre la cosiddetta “mortalità evitabile”, ovvero prevenire più efficacemente le malattie che possono avere – anzi, che hanno sempre in una certa percentuale – un esito fatale.

E la risposta che la sanità pubblica dà alla domanda «OK, ma in pratica?» è: si può migliorare la tempestività e la qualità degli interventi sanitari preventivi, di emergenza e di riabilitazione, e intervenire con campagne informative per modificare gli stili di vita.

Si possono giustamente invocare più risorse e un maggiore sforzo per usare al meglio quelle disponibili, ma da lì ad accusare di negligenza omicida volontaria il sistema politico che «non fa nulla» ce ne corre.

L’esempio può applicarsi al caso dei terremoti anche in un’altra chiave: la statistica dice che migliaia di persone moriranno nel 2012, ma non può dire né chi né quando né dove esattamente. È utile a pianificare gli interventi sanitari a livello di regione; a orientare al meglio le risorse disponibili, insomma, e a chiederne di più alla politica e ai cittadini, sapendo che nessuno vuole pagare nuove tasse.

Dal punto di vista del singolo cittadino e del suo rischio la questione si pone diversamente. Occorrono altre valutazioni, complementari, per capire quali individui sono in pericolo. E sappiamo che in questo caso corrono più rischi i fumatori, gli obesi, quelli che hanno familiarità eccetera…

A me pare che nel caso dei terremoti ci sia ancora troppa confusione – nei cittadini e tra i giornalisti – su che cosa si intende con la parola «previsione», che genera un gravissimo equivoco sulle possibilità di «prevenzione», ovvero la risposta che ciascuno per sé dà alla domanda «OK, ma in pratica?».

Oggi ottengono spazio sui media anche personaggi improvvisati che non sanno di dover rispondere sempre anche alla domanda «OK, ma in pratica?».

Pensano di poter semplicemente gettare nel panico la gente dicendo che ci saranno migliaia di morti (prima o poi, qui o là), col rischio addirittura di convincere qualcuno a lasciare una zona che a posteriori si rivelerà sicura per «mettersi in salvo» nella zona dell’epicentro…

Nel campo della sanità, il ricorso all’allarmismo eccessivo – anche quando non c’è una reale possibilità di fare qualcosa – è usato tipicamente dall’industria, perché aiuta a vendere.

Anche nel campo della sanità, il trucco di fondo è sempre lo stesso: «Nessuno ti ha detto che sei in pericolo, ma tu hai il diritto di sapere… e di avere gratis il nostro nuovo farmaco meraviglioso».

Farmaco che magari comporta rischi collaterali importanti in cambio di un beneficio troppo modesto, ammesso che ci sia (come per le «previsioni Giuliani»).

Le persone serie – e con loro i giornalisti seri – in questi casi mettono in guardia tutti dai facili entusiasmi, e ricordano che è importante concentrare le (poche) risorse su ciò che funziona davvero, anche se non riesce a impedire che molte persone continuino a morire: gli interventi strutturali, che non impediscono che la malattia – il sisma – colpisca, ma ne attenuano gli effetti immediati e intervengono efficacemente per ristabilire in fretta una condizione di normalità.

L’unica previsione utile per salvare le popolazioni delle aree colpite da un terremoto è – sarebbe – quella in grado di indicare con sufficiente anticipo e con sufficiente precisione:
• la localizzazione dell’epicentro del terremoto (per essere sicuri di non fornire alla popolazione false rassicurazioni, o peggio per non farla fuggire verso una zona più pericolosa di quella da cui la si evacua);
• l’intensità e la durata delle scosse;
• il momento in cui si verificheranno (per evitare uno stillicidio di falsi allarmi, e la conseguente perdita di credibilità).

Ecco due letture utili sull’impossibilità di usare ai fini di prevenzione le previsioni sui terremoti:

THE GUARDIAN – Attempts to predict earthquakes may do more harm than good
An inaccurate earthquake prediction is likely to have worse consequences than if there had been no prediction at all

LA REPUBBLICAQuando arriva il terremoto? Nessuno ora può prevederlo
Malgrado gli sforzi della comunità scientifica mondiale, il fenomeno naturale resta imprevedibile. Il perché lo spiega Gianluca Valensise, geofisico dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia italiano (INGV)
di JACOPO PASOTTI

È da un po’ che trascuro il mio blog, ma è per una giusta causa: sono assorbito dalle moltissime attività in vario modo legate all’associazione di giornalisti scientifici che presiedo (Science Writers in Italy, affiliata alle federazioni europea – EUSJA – e mondiale – WFSJ – per conto della quale faccio parte del Programme Committee del prossimo congresso mondiale di Helsinki 2013). Proprio dalle discussioni  con i colleghi è stata ispirata questa riflessione.

Boiron apologized to the threatened blogger

The CEO of Boiron Italy, Silvia Nencioni, wrote in reply to the e-mail sent by the Italian blogger Samuele Riva (he communicated the removal of the pictures of Oscillococcinum captioned in a sarcastic way) a long e-mail obliquely apologizing for the threatening tone and content of their letter and reassuring him that the company is satisfied of the removal and will not proceed to court.

Here is the piece I wrote for the BMJ on Aug 12, that contributed to spread the word all over the world wide web, and here are the text of Silvia Nencioni’s letter and an account I wrote for the website of the Italian Skeptics’ association CICAP, Queryonline (both in Italian).

The most read news on the BMJ this week: Boiron vs blog ;-)

I cannot hide my satisfaction: not only my piece about the Boiron letter is the most read item on the website of the BMJ this week, but it was even cited on Wikipedia!

BTW, I recapitulated the whole story on the website of Queryonline (CICAP, IN ITALIANO)

The English translation of the letter sent by Boiron threatening the Italian blogger

After the publication of my news piece on the British Medical Journal about the Italian blog blogzero.it threatened by Boiron Italy, that ignited an International Streisand effect, several colleagues all over the world wrote about the issue, and some asked for an English translation of the letter.

Here is an informal translation of the threatening letter sent by Boiron Italy to Italian blogger Samuele Riva (translated by Fabio Turone, as a service for the science writers’ community).

The letter signed by the CEO Silvia Nencioni was sent to the Internet provider, and threatened both the provider and the blogger of bringing them to court in case they did not comply immediately with their requests.

The language contains a lot of lawyer jargon, that I tried to simplify, saving the meaning: take everything with a grain of salt (and ask if I was not clear enough).

On the letterhead of Boiron Italy.

Subject: Web site «Blogzero.it» – Libelous content – Intimation and request of removal

From the NIC (Network Information Center) it appears that you manage the domain «blogzero.it», registered on the name of Mr Samuele Riva.

On 13 July 2011, on the website appeared an article under the headline: «Homoeopathy: myth and legend», signed by «Samuele», libelous of homoeopathy and our Company.

In particular, in such article, announced as the first of a series, after expressing untrue and unfounded opinions on homoeopathy, appeared a photograph of two tubes of our medicine «Oscillococcinum» with the following caption: «The Nothing-at-all that according to Boiron treats flu… diluted 200K it doesn’t contain any molecule of active principle!».

Later, on 27 July 2011, another article is published under the headline «Homoeopathy: myth and legend (2)», signed by «Samuele», again libelous of homoeopathy and our medicine «Oscillococcinum».

In fact, under the picture of our medicine the following caption was published: «Seriously damages the intelligence (of those buying it)».

The article goes on citing our medicine and our Company and announcing a new article on the issue.

The publication over the Internet of such messages, untrue and derogatory of homoeopathy and our Company and our medicine seriously tarnishes the reputation of our Company, as described in the Article 595 of the penal code, and causes serious damages which could be recovered in a civil court.

You, being the manager of the blog through which those messages have been and continue to be diffused, are responsible for the control over the content, and hence you are co-responsible both from the penal and the civil point of view, of the defamation undercourse.

In the light of all that has been written, with this letter we intimate/order you – in your quality of manager and hence responsible subject for the domain blogzero.it – to remove immediately and, in any case, no later than 24 hours after receiving this letter all articles signed «Samuele», including every picture of our medicine and any and all references to our medicines and our company.

 

In addition, we warn you against any unauthorised use within your blog of pictures of our products and the logos of our Company.

 

We finally warn you to prevent Mr Samuele, author of the cited libelous articles, to access blogzero.it.

Missing such acts/if you don’t comply we reserve the right of any further actions to defend our rights and interests.

With Regards

Laboratoires Boiron srl (Italian arm of Boiron)

The Chief Executive Officer

Dott.ssa Silvia Nencioni

When homoeopathy meets science journalism…

News

Homoeopathy multinational Boiron threatens amateur Italian blogger

Fabio Turone, Milan

A letter sent by the Italian arm of multinational company Boiron, threatening to sue an amateur blogger over remarks he made about homoeopathy, has sparked a strong internet reaction in defence of freedom of speech. Samuele Riva posted two articles on his blog, blogzero.it , on 13 and 27 July,which included pictures of Boiron’s blockbuster homoeopathic product Oscillococcinum, marketed as a remedy against flu symptoms. The pictures were accompanied by captions, which joked about the total absence of any active molecules in homoeopathic preparations. On 28 July Boiron fired off a letter to the internet provider, complaining that both the articles and the captions were “untrue and derogatory both of homeopathy and [the] company,” and responsible for tarnishing the company’s reputation and causing “serious damage”…
http://www.bmj.com/content/343/bmj.d5197.full

Mi fa piacere non solo di dare il mio sostegno a Samuele, ma anche di aver potuto citare la seguente frase di Piero Angela, che nel 2004 sconfisse in tribunale (sia in sede civile sia in sede penale) due associazioni di medici omeopati che pretendevano di avere a “Superquark” il diritto di replica: “The courts looked into the scientific evidence we provided, and stated that homoeopaths had no right of reply on public service TV, accepting my view that it is a science journalist’s duty to clearly distinguish between what is science and what is not”.

Ecco la mia classifica dei paesi in cui si vive meglio

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha realizzato un interessante esperimento online associato a un sofisticato strumento interattivo che permette a ciascuno di attribuire un’importanza maggiore o minore ai parametri che normalmente vengono monitorati dalle scienze sociali, così da ottenere il proprio indice sintetico della qualità della vita e di riflesso la classifica dei paesi aderenti all’OCSE.

Io prima ancora di leggere i materiali informativi ho voluto assegnare le mie priorità a ciascuno degli 11 parametri (nella tabellina) senza pensarci su troppo, prendendolo come un gioco, ma alla fine il sistema mi ha chiesto di indicare sesso, fascia di età e paese, perché evidentemente chi ha messo in piedi questo sito sa che qualsiasi indicatore sintetico è più affidabile se gli scienziati riescono a tenere conto anche del punto di vista dei non esperti.

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