Nella sede della DC, a prendere la tessera…

Sono laico, e se prendo la tessera del Partito Democratico è solo perché serve per aiutare Ignazio Marino a presentarsi come segretario, nel nome della laicità.

DC

Mai avrei immaginato, però, che la mia prima tessera di partito l’avrei presa in una sede della DC, l’odiata Democrazia Cristiana… Eppure è così: ho peregrinato per un po’ invano alla ricerca del Circolo Giambellino del Partito Democratico, seguendo istruzioni sballate pubblicate sui siti ufficiali del PD, e finalmente stamattina sono riuscito a parlare al telefono con un amico di un’amica che è iscritto in quel circolo. Mi ha spiegato che hanno dovuto cambiare sede, e per il momento si appoggiano a una ex sede della DC.

E così stasera varcherò la soglia di una sede della DC per prendere la mia prima tessera di partito.

Lo farò perché sono laico, e perché spero che il mio gesto serva ad aiutare Ignazio Marino a presentarsi come segretario, nel nome della laicità.

Vatti a fidare di Dio… (e pluribus unum)

La crisi internazionale delle borse sembra aver causato un piccolo corto circuito nei fedeli americani: le loro banconote riportano il motto “in God we trust” (che non chiama in causa l’Antitrust ma si traduce con “In Dio abbiamo fiducia”), ma oggi il Papa Benedetto XVI sembra chiamarsi fuori, affermando : «I soldi svaniscono, la parola di Dio no».

Mi sembra buffo perché suona un po’ come se di fronte alla dêbacle economico-finanziaria innescata dai mutui sub-prime dicesse: “Non ve la prendete con me”.

Chissà se qualcuno in Vaticano si era lamentato del (blasfemo?) accostamento al Dio Denaro, per cui la fiducia nel Signore figura su tutti i “verdoni” stampati negli Usa?

Un interessante articoletto pubblicato nel sito della Freedom From Religion Foundation [dal titolo “In God we (Don’t) Trust”] spiega che molti americani sono oggi convinti che si tratti Continua a leggere

La croce al seggio? Solo sulla scheda, please

Domenica scorsa mi sono iscritto all’UAAR, l’Unione Atei e Agnostici Razionalisti.
Ho incrociato il loro banchetto mentre passeggiavo in centro a Milano, in Via Torino, durante la mia ora d’aria (mia moglie si spupazzava le bimbe invitate a un compleanno all’acquario civico), e finalmente mi sono deciso a iscrivermi, cosa cui pensavo da un po’ di tempo.

Oggi ho deciso di compiere il mio primo atto in veste di iscritto: se nel mio seggio elettorale trovo affisso il crocifisso scasserò i cabbasisi al presidente per convincerlo a rimuoverlo, seguendo le istruzioni dell’UAAR appunto.

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Giù le mani!

Aderisco con convinzione alla campagna “194 – Non toccarla“, in difesa della legge sull’aborto, che utilizza foto molto belle, di forte impatto.

194-nontoccarla-foto

Ecco la prima parte della home page che presenta la campagna:

nontoccarla.jpg
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