Illegittimo impedofilimento

Chissà se L’arcivescovo Rino Fisichella, pur di prendere le parti di Berlusconi, tornerà a sottolineare l’importanza del contesto.

Potrebbe dire una cosa tipo «Di notte tutte le vacche (le tope, le passere) sono nere».

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Contro i pericoli di Internet, il software ha bisogno dei genitori

Uno spot intelligente e di forte impatto promosso dal governo francese illustra con estrema chiarezza i pericoli che Internet – in mano a bambini e adolescenti senza controllo da parte dei genitori – può portare nella casa di ciascuno:

L’idea è azzecata, e la realizzazione eccellente.

Colpisce soprattutto il viso sereno e fiducioso con cui la mamma lascia entrare gli agghiaccianti visitatori dei suoi figli piccoli: dalla banda di naziskin, al gruppo di prostitute e prostituti, al fantascientifico militare che devasta ogni cosa con il suo mitra fino al pedofilo che prende per mano la piccola bambina innocente e la porta via promettendole di mostrarle il suo coniglietto.

Fa piacere scoprire che all’estero, grazie anche a finanziamenti europei, si fanno campagne così ben riuscite (questa è tradotta in molte lingue e sarà trasmessa in diversi paesi, forse anche in Italia).

Quello che lascia però perplessi è la raccomandazione che viene proposta: il controverso “controllo parentale” (anche noto in italiano come “filtro famiglia“) via software, sulla cui reale efficacia sono stati sollevati seri dubbi da molti anni a questa parte.

Quello che è certo è che nulla è efficace come la presenza (fisica, ma non solo) accanto ai propri figli che crescono: pensare che in assenza dei genitori un software possa davvero frenare la naturale curiosità di bambini e adolescenti rischia di essere controproducente.

Il discorso è ovviamente complesso, e quello che può funzionare con i bambini piccoli (ai quali si può impostare il computer per ricevere solo alcuni siti verificati, come spiega il sito ilfiltro.it anche se questo limita molto le loro possibilità di esplorazione autonoma e di scoperta) di sicuro non funziona più con gli adolescenti, che sono spesso fin troppo abili a maneggiare il software per aggirare qualsiasi ostacolo e vivono un periodo della propria vita a dir poco complicato.

QUESTO PROGRAMMA TI IMPEDIRA' DI GUARDARE CIO' CHE IO NON VOGLIO TU VEDA SU INTERNET - ME LO INSTALLERESTI?, Jim Borgman, 1997

QUESTO PROGRAMMA TI IMPEDIRA' DI GUARDARE CIO' CHE IO NON VOGLIO TU VEDA SU INTERNET - ME LO INSTALLERESTI?, Jim Borgman, 1997

In quel caso, le difficoltà aumentano ulteriormente, e i tentativi di imporre un ostacolo tecnologico potrebbero avere l’effetto di incoraggiare a scavalcarlo per il gusto di scavalcarlo, con un gesto di pura ribellione dalle conseguenze incalcolabili. Se poi questa “battaglia” ha l’effetto di ridurre il già limitato spazio per il dialogo il bilancio finale può essere negativo.

Io continuo a pensare che affronterò la questione con le mie figlie (che seppur piccole già usano giochini online, sempre in presenza di un adulto) seguendo la strada del dialogo franco, spiegando via via le cose (e illustrando i pericoli nascosti con una modalità e un linguaggio che mi paiono adatti all’età) e cercando così di favorire il processo graduale di scoperta di tutte le sfaccettature della realtà, con la conseguente assunzione di consapevolezza e responsabilità.

In questo sarebbe bello che anche la scuola cominciasse a fare la sua parte.

Libertà di stampa? In galera!

La vignetta di Giannelli di oggi (corriere.it)

Io aggiungo una riflessione amara sui giornalisti bravi che dovessero essere processati e condannati per aver pubblicato le intercettazioni che avrebbero dovuto inchiodare i politici: se poi una volta in galera raccoglieranno dichiarazioni e confidenze di mafiosi, camorristi, spacciatori e pedofili e sulla base di quelle le prove per inchiodare gli stessi politici, qualcuno di questi farà una nuova legge per impedire “l’esercizio abusivo della professione giornalistica all’interno delle strutture di detenzione” (ovviamente nel nome della libertà e del buongoverno).

Che tristezza. Già i giornalisti davvero bravi e impegnati sono pochi…

Meno male che le tentazioni per i bravi giornalisti andranno svanendo, visto le intercettazioni da pubblicare saranno sempre meno, dal momento che per i magistrati sarà sempre più difficile usare questo efficacissimo strumento di indagine…

Che tristezza. Già i magistrati davvero bravi e impegnati sono pochi…

Per fortuna che ci sono i politici bravi e impegnati a salvarci.

Ci sono, vero?

Incarcerex: il farmaco preferito dallo spin-doctor

Smanettando con il sito Technorati (che favorisce le interazioni virtuose tra blogger) mi sono nuovamente imbattuto in una geniale parodia che denuncia l’uso demagogico che si fa – soprattutto in campagna elettorale – della minaccia di ricorrere a punizioni severe, che tempo fa avevo io stesso segnalato a parecchi amici.

Inutile dire che l’immaginario farmaco Incarcerex che assicura eccezionali risultati in caso di sondaggi sfavorevoli mi ha fatto pensare alla proposta di castrazione chimica avanzata da uno dei soliti bru-bru ma poi sposata anche dal candidato Veltroni: i meglio informati sanno bene che non funziona per prevenire le violenze sessuali o pedofile, ma sanno altrettanto bene che può portare il voto dei meno informati.

Confesso di non essere granché informato sui dettagli, ma ho il dubbio che lo stesso tipo di approccio possa aver influenzato anche il recentissimo decreto sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (in fondo le norme non è che mancassero: piuttosto mancavano e mancano i controlli sistematici…)

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