Paul Root Wolpe: It’s time to question bio-engineering

It’s really worth reflecting on this.

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Ma quanto assomiglia al Sindaco Moratti?!?

Chi sa chi è Martha Wayne, ritratta in questa immagine?

Dài che un po’ le assomiglia (in bello, decisamente)…

Volete un aiutino?

Ha un figlio che si è costruito una enorme casa da fumetto.

Chiedete se aveva la licenza edilizia? Non so, ma credo di sì: a Gotham city è proprio suo figlio che difende i cittadini dai soprusi dei più forti e ricchi approfittatori.

Si può mettere la mano sul fuoco che ha sempre pagato tutte le tasse fino all’ultimo centesimo, il piccolo Bruce, noto ai più con il soprannome di Batman.

E’ il figlio del sindaco Moratti – novello Batman de’ Noantri – che secondo alcuni maligni (tanto ben informati da aver convinto anche un paio di magistrati ad aprire un’inchiesta) per costruirsi la sua Bat-Casa ispirata a quella di Goham City ha ristrutturato un capannone industriale senza badare troppo alle regole, sperando probabilmente che il Comune di Milano – che con Gotham City non risulta essere gemellato – gliela facesse passare liscia. In fondo la mamma è sempre la mamma.

Guarda caso, la nuova grande riforma urbanistica approvata tra mille polemiche dal Sindaco e dalla sua Giunta prevede proprio che in gran parte di Milano si possa fare ora legalmente – con due lire – quello che fino a ieri era illegale, o portava nelle casse del Comune un bel po’ di soldini.

Io sono sicuro che Martha – la mamma di Batman – ha vigilato su come cresceva il  suo amato figliolo, e non gli avrebbe permesso  di costruirsi una casa aggirando le regole. E se mai avesse scoperto di essere stata raggirata avrebbe fatto fuoco e fiamme. E Marta a Gotham City non è neppure sindaco. In fondo la mamma è sempre la mamma.

Secondo voi il sindaco di Milano Letizia Moratti le assomiglia, alla fin fine?

E’ nata l’associazione Science Writers in Italy

Il motivo per cui questo blog è fermo da tempo sta nel fatto che negli ultimi mesi mi sono dedicato al lancio dell’associazione professionale di science writers cui stavo lavorando da tantissimo tempo.

Al Forum di EuroScience ESOF2010 di Torino abbiamo fatto la prima comparsa “ufficiale” con un bel po’ di soddisfazioni, tra cui l’annuncio ufficiale della partecipazione al congresso mondiale dei giornalisti scientifici del Cairo 2011, dove sono stato invitato a organizzare una sessione sul rischio (e Daniela ne organizzerà una sulla bioetica).

Chi è interessato a saperne di più trova tutto nel sito http://www.sciencewriters.it.

Scoperto il gene della Cristianità

Gli scienziati hanno scoperto il gene della Cristianità, e sono convinti che un giorno si potrà curare.

La guerra 2.0 non ha più cuore né anima: ha i robot

«E se gli sparo in fronte o nel cuore,
Soltanto il tempo avrà per morire,
Ma il tempo a me resterà per vedere,
Vedere gli occhi di un uomo che muore».

Fabrizio De Andrè, “La guerra di Piero”

Ai soldati, a molti soldati, la guerra fa schifo. A quasi nessun soldato piace vedere la morte negli occhi. A nessun soldato piace pensare di perdere in guerra una parte di sé, o la vita.
Ma la soluzione è già a un passo dalla commercializzazione, perché è in arrivo una nuova generazione di soldati iperaddestrati, abili e intelligenti, e per definizione (di “default” si potrebbe dire) privi di scrupoli morali, perché sono robot.
Robot sempre più simili a quelli descritti dalla fantascienza, al confronto dei quali quelli teleguidati oggi in uso sono primitivi, inefficienti e ottusi.

Giocare alla guerra, in effetti, piace a molti, con il sedere caldo e al sicuro. E senza neanche più troppi rischi di avere sotto le finestre folle di reduci amputati che schiamazzano per farla finire in fretta.
Questo documentario andato in onda su Discovery Channel sulle “magnifiche sorti e progressive” degli armamenti americani la dice lunga:

Lo stesso vale per un recente editotriale del Washington Post, in cui si legge:

I robot della fantascienza del passato erano governati dalle Tre Leggi di Isaac Asimov, che precludevano la possibilità di causare danno agli umani. Nel giro di un decennio, l’esercito dispiegherà sul campo robot armati con intelletti che possiedono, come disse H.G. Wells, “Menti che stanno alle nostre menti come le nostre stanno a quelle delle bestie che periscono, intelletti vasti e freddi e privi di empatia”.

[…]

I robot armati saranno tutti cecchini. Killer con sangue freddo, ognuno di essi. Prenderanno la mira con precisione disumana e spareranno senza umane esitazioni.

[…]

La scrittura di lettere di condoglianze diventerà un’arte dimenticata.

[…]

Nessun esercito umano potrà sopportare un tale massacro. Un simile avversario offrirà al nemico solo la scelta tra il martirio o la fuga. Equipaggiate così, le forze armate americane sarebbero irresistibili in battaglia.

Lo scopo, secondo l’entusiasta autore John Pike, esperto di armamenti, sarebbe quello di prevenire i genocidi e difendere i valori eccetera eccetera.

Gli interventi umanitari senza più traccia di umanità…

Al di là delle belle parole, si tratta di entusiasmo mal diretto, giacché si tratta di illusioni, come spiega in una bella intervista alla rivista “Mother Jones” Peter W. Singer, il giovane autore del libro “Wired for War” e coordinatore del team per le politiche di difesa della campagna elettorale del nuovo presidente Barack Hussein Obama.

Sono illusioni, ma non per questo i loro effetti sono meno pericolosi, come spiega nell’intervista Singer:

Sappiamo che cosa è successo con ciascuna delle precedenti tecnologie che sembravano fatntascientifiche. La gente diceva: “Oh no, non la useremo mai in guerra”. E invece lo abbiamo fatto.

[…]

Questa discussione deve coinvolgere non solo gli scienziati, ma anche gli scienziati della politica; deve essere multidisciplinare. Non possiamo avere un’altra ripetizione di ciò che accadde a chi lavorava alla bomba atomica. Penso che l’esempio di ciò che è accaduto con la ricerca genetica rappresenta potenzialmente un grande esempio. Sapevano di star lavorando su qualcosa di molto importante non solo per le scienze di base ma anche per l’umanità. E questo significò per loro che avrebbero fatto meglio a iniziare con un più ampio coinvolgimento di persone, affrontando le questioni che venivano fuori. Questo non significa che abbiamo in qualche modo risolto tutti i problemi della genetica, ma in tanti ci stanno lavorando”.

[..]

Si potrebbe concludere che occorrono forme di controllo su queste armi, che esistono elementi che non devono essere sviluppati o non dovrebbero essere usati in guerra. In effetti, se la storia può valere come guida, ci sono molte armi che sono state sviluppate e poi bandite, come quelle chimiche e biologiche

Senza dimenticare un altro aspetto importante: la potenza militare – persino quando è un vero strapotere – da un bel pezzo non basta più a vincere le guerre, tantopiù quelle “asimmetriche” contro un nemico fatto da truppe irregolari e resistenti di vario genere, tipiche degli ultimi decenni:

Come segnalava un altro articolo recente sempre del “Washington Post”, se nella prima metà dell’Ottocento il più forte vinceva in oltre l’80 per cento dei casi, a partire dal secondo dopoguerra la situazione si è capovolta, e quasi sempre l’armata più grande e meglio equipaggiata è sconfitta per sfinimento.

inorgentivsesercito

Non senza, però, aver inflitto enormi perdite alle inermi popolazioni civili, come ha ricordato anni fa Gino Strada, nel suo bel libro Pappagalli Verdi:

Nei conflitti di oggi, più del novanta per cento delle vittime sono civili. Migliaia di donne, di bambini, di uomini inermi sono uccisi ogni anno nel mondo. Molti di più sono i feriti e i mutilati

Un ottimo motivo per essere favorevoli a una Conferenza di Asilomar sulla robotica.

La vita eterna? Sulla Luna…

Luna piena arancione con alberiEcco le prime righe di un bel racconto di Alessandro Capriccioli (che ho “conosciuto” su Facebook dove anima la pagina dell’Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica), che secondo me non avrebbe sfigurato tra quei “Racconti di Santascienza” pubblicati da mio padre Sergio Turone nel 1965, un anno prima che nascessi (alcuni mesi fa ho ripubblicato qui, da quella raccolta, il suo racconto intitolato “I pregiudizi”).

Buona lettura.


Il paradiso si spegnerà

Da una tesi di laurea dell’Università “Immacolata” di Siviglia, facoltà di Storia, Anno Accademico 2165:

Nel 2077, anno XII dall’Avvento della Federazione delle Repubbliche Cattoliche Europee, è stato brevettato il “Vitasemper”, un innovativo macchinario capace di sostituire completamente qualsiasi funzione corporea umana: grazie all’apparecchio sarà possibile assicurare la sopravvivenza di un individuo completamente privo di tutti gli organi, compreso il cervello che potrà essere sostituito da un software in grado di elaborare gli stimoli essenziali e di simulare sei tipi diversi di personalità. La macchina, presentata alla Fiera Mondiale di Londra, sarà disponibile sul mercato a partire…

Da un articolo dell’Osservatore Romano, settembre 2178:

Dopo un acceso dibattito durato più di due anni, la Rianimazione Permanente Obbligatoria è stata infine approvata nella serata di ieri mediante l’emanazione di un Pontificio Decreto: “Le strutture sanitarie di ogni ordine e grado, le guardie mediche, gli ambulatori e gli studi medici privati”, recita l’articolo 3 del testo normativo, “dovranno dotarsi, entro sei mesi a far data dall’entrata in vigore del presente Decreto, degli strumenti necessari per disporre il trasferimento di ogni paziente in imminente pericolo di vita presso una delle strutture convenzionate di cui all’allegato A per sottoporlo a trattamento con Vitasemper.” (…) Alcuni manifestanti radunatisi sotto il Vaticano nelle ore successive all’approvazione del decreto sono stati dispersi dalle forze dell’ordine, che hanno anche dovuto procedere a decine di arresti…

Segue: http://metilparaben.blogspot.com/2008/11/il-paradiso-si-spegner.html

Tutti in ginocchio davanti al “miracolo di Darwin”

L’immagine parla da sola: sono sempre più numerosi i fedeli del credo evoluzionistico che affrontano anche molte migliaia di chilometri di viaggio per poter vedere con i propri occhi (e spesso toccare, a dispetto dei divieti) l’immagine del Grande Naturalista apparsa sul muro del tribunale di Dayton, in Tennessee, in cui si svolse nel 1925 il famoso processo Scopes, il “processo delle scimmie”.

Ne riferisce la prestigiosa testata americana “The Onion”, autrice in anni recenti di un gran numero di eccezionali scoop su argomenti trascurati dalla stampa mainstream.

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