Cazzo, lo voglio pure io l’esorcismo!

Oggi cliccando sul blog Metilparaben di Alessandro Capriccioli compare questa schermata, con il conto alla rovescia:

Lo voglio pure io, e vi prego di cliccare sull’immagine qui sotto per segnalare che anche il mio blog merita un esorcismo. Ve ne sarò eternamente grato!

Paul Root Wolpe: It’s time to question bio-engineering

It’s really worth reflecting on this.

Biolunch at ESOF 2010 – The first videos are online

Last July Jacopo Pasotti and I have organized our first Taste of Science – Biolunch event: 50 journalists attending ESOF 2010 in Turin were invited to taste a wonderful lunch in a beautiful restaurant together with six top Italian biologists, each presenting their research while a dish related to their research was being served.

Both the audience of journalists and the scientists appreciated the event (and the food and wine involved).

You can read the very lively and well written piece written for Science by Martin Enserink (“Italian Scientists Provide Food With Thought“), that even received the Euroscientist award, and scrolling down after the collection of comments from those who were there  you can see the short speeches by the three first speakers, followed by the presentation of the two Italian research institutions that sponsored the event.

And finally the two sponsors:

E’ nata l’associazione Science Writers in Italy

Il motivo per cui questo blog è fermo da tempo sta nel fatto che negli ultimi mesi mi sono dedicato al lancio dell’associazione professionale di science writers cui stavo lavorando da tantissimo tempo.

Al Forum di EuroScience ESOF2010 di Torino abbiamo fatto la prima comparsa “ufficiale” con un bel po’ di soddisfazioni, tra cui l’annuncio ufficiale della partecipazione al congresso mondiale dei giornalisti scientifici del Cairo 2011, dove sono stato invitato a organizzare una sessione sul rischio (e Daniela ne organizzerà una sulla bioetica).

Chi è interessato a saperne di più trova tutto nel sito http://www.sciencewriters.it.

Aiutaci a difendere la libertà in internet: firma, personalizza e diffondi la petizione in Creative Commons promossa da Agorà Digitale

Allora, amici, la storia è questa: siccome dopo il lancio del duomo a Berlusconi se ne sono sentite di tutti i colori (chi vuole eliminare l’anonimato su internet, chi vuole mettere filtri alla navigazione, chi paragona Facebook alle Brigate Rosse e via discorrendo), è arrivata l’ora di mettere in piedi un dibattito costruttivo in cui venga spiegato quali sono i meccanismi di Internet, quali insidie nasconde e quali incredibili opportunità offre per lo sviluppo di una società aperta.
In questi giorni internet sta correndo un grande rischio: c’è infatti chi sta cercando di approfittare della situazione per introdurre norme illiberali e contrarie alla libera circolazione delle informazioni e delle idee.
A noi, che invece la libertà della rete vogliamo difenderla, spetta però il compito di costruire dei ponti con le istituzioni che la devono governare: introdurre nuove misure di intervento è un’operazione delicata, che può avere implicazioni enormi sullo sviluppo della rete e non può essere intrapresa senza una profonda riflessione; il dibattito di questi giorni, infatti, è troppo simile a quello che abbiamo visto altre volte dopo gli attentati terroristici negli Stati Uniti e in Europa, o dopo episodi di cronaca che hanno infiammato l’opinione pubblica, e dimostra che una parte dei vecchi media, della politica e dell’opinione pubblica ha una profonda ignoranza sul funzionamento della rete, e per questo la teme.

E’ necessario, una volta per tutte, aprire un grande dibattito e affidarlo al Parlamento, al quale ci appelliamo, insieme a Agorà Digitale, affinché metta in calendario una seduta straordinaria sulla Rete a cui possano partecipare numerosi esponenti della società civile che conoscano e sappiano spiegare Internet, sia al Parlamento stesso che al paese: allo stesso tempo ci appelliamo al Governo, e in particolare al Ministro Maroni, affinchè qualsiasi attività venga normativa venga sospesa subordinandola a tale dibattito.

AVVERTENZA: questa è la prima petizione in Creative Commons della storia. Cosa vuol dire? Che puoi non solo sottoscriverla su questo sito o uno degli altri che la pubblica. Ma puoi addirittura metterla sul tuo sito e raccogliere lì le firme. Anzi puoi addirittura modificarla e raccogliere sul tuo testo modificato le firme, a patto di mantenere inalterata questa avvertenza. Quando cercheremo di spiegare che non è più possibile pubblicare su un giornale un singolo testo con una lista di firme, ma esiste una pluralità di appelli tutti però con la richiesta di un grande dibattito parlamentare, beh, staremo già spiegando Internet.

Io ho trovato superfluo modificare la versione pubblicata da Alessandro Capriccioli su Metilparaben, dove è possibile firmarla

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