Presto nelle migliori sale parrocchiali: Roberto De Mattei in «L’esorCNR»

Tutti in ginocchio davanti al “miracolo di Darwin”

L’immagine parla da sola: sono sempre più numerosi i fedeli del credo evoluzionistico che affrontano anche molte migliaia di chilometri di viaggio per poter vedere con i propri occhi (e spesso toccare, a dispetto dei divieti) l’immagine del Grande Naturalista apparsa sul muro del tribunale di Dayton, in Tennessee, in cui si svolse nel 1925 il famoso processo Scopes, il “processo delle scimmie”.

Ne riferisce la prestigiosa testata americana “The Onion”, autrice in anni recenti di un gran numero di eccezionali scoop su argomenti trascurati dalla stampa mainstream.

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Ayala: ecco perché il “disegno intelligente” rifiuta l’evoluzionismo

Solo una segnalazione: la bella rivista dell’Howard Hughes Medical Institute (HHMI Bulletin) pubblica un’intervista a Francisco Ayala, docente di biologia e filosofia all’Università di Irvine, in California, sul tema del creazionismo, in anni recenti reimpacchettato con il nome di “disegno intelligente”.

Da quando si trasferì negli Stati Uniti nel 1961, Ayala (che aveva studiato in Spagna in scuole cattoliche) studia da vicino il conflitto tra scienza e religione sul tema dell’evoluzionismo.

Ecco un passo dell’intervista di Harvey Leifert che mi sembra particolarmente significativo:

HHMI: WHY IS EVOLUTION SO CONTESTED IN THE UNITED STATES, AT LEAST IN CERTAIN AREAS?

FA: The United States was largely founded by people who were being persecuted for religious reasons. I think love for religion predisposes citizens in this country toward the perception of a conflict with science. On top of that, the idea is pervasive that science tends to be materialistic.

HHMI: MEANING?

FA: Materialism is a philosophical position, affirming that nothing exists beyond “matter,” that which we can experience with our senses. I would say that science is methodologically materialist: it can deal only with the world of matter. But it is not philosophically materialist; it does not imply that nothing can exist beyond what we experience with our senses, as religion requires. One can accept scientific principles and also hold religious beliefs.

But, many people are ignorant of science and just assume it is contrary to their religion. Of course, the proponents of intelligent design and creationism are also spreading a lot of propaganda. The only way to deal with the problem is education and specifically science education, which is unfortunately lacking, by and large, and not only in this country.

Il testo completo è disponibile online.

E l’evoluzione creò Dio (dice il computer)

Si chiama EvoGod, ed è un semplice software messo a punto da James Dow, un antropologo dell’evoluzione della Oakland University di Rochester, nel Michigan.

Il software è il risultato di un ponderoso lavoro di ricerca approdato sulle pagine online dell’esoterico “Journal of Artificial Societies and Social Simulation”, la cui conclusione si può riassumere così: Dio – o meglio l’idea di Dio – è frutto dell’evoluzione umana.

In particolare, secondo l’ipotesi di Dow riferita dal settimanale New Scientist questa idea è apparsa nella storia umana come risultato dell’interazione tra due diverse forme di predisposizione genetica: quella che porta a comunicare agli altri informazioni non verificate (come i dogmi religiosi) e quella che al contrario porta a comunicare agli altri informazioni verificate.

Il ricercatore sociale ha infatti realizzato numerose simulazioni di “ambienti sociali virtuali”, osservando che la trasmissione del tratto genetico associato alla religione (cioè quello che predispone a farsi portavoce di verità rivelate) non è frequente: nella gran parte degli scenari ipotizzati e sottoposti a simulazione, questo tratto genetico tende a scomparire.

Le cose però cambiano quando i portatori di questo gene si trovano a interagire con dei “contestatori”, individui che in virtù di una diversa predisposizione genetica non solo credono soltanto in ciò che è dimostrabile, ma sono anche attratti da chi afferma cose non vere: in questo scenario, infatti, il “successo riproduttivo” del gene associato alla religione e al proselitismo aumenta.

Questa curiosa notizia mi fa pensare due cose:

* che Dio oggi è irriconoscente nella sua battaglia contro il suo creatore (l’evoluzione).

* che forse con la mia decisione recente di iscrivermi all’UAAR gli ho fatto un favore.

Quando Monty Python incontra Eminem e tutti e due incontrano l’ateismo

Oggi sono molto contento: ho ricevuto la visita sul blog dell’amico e collega Marco F che non sentivo da tempo, e sul suo blog “Leucophaea” ho trovato questo spassoso video, che lui ha ribattezzato “rap degli evoluzionisti”.

Al momento su youtube ci sono quasi 500 commenti (e molti blog ne parlano già, e offrono la trascrizione del testo del rap, che non è affatto facile da seguire), anche da parte di alcuni che non hanno capito che si tratta di una satira contro il creazionismo, il cosiddetto “disegno intelligente”, quell’idea affascinante quanto priva di fondamento che i religiosi provano a spacciare per scienza.

P.S. Ho toppato, e mi cospargo il capo di cenere: ho avuto conferma da colleghi giornalisti scientifici americani che la parodia in realtà prende in giro i non credenti (quorum ego), ed è opera di qualche creazionista. E a questo punto faccio tanto di cappello: non sanno distinguere le verità rivelate dalle teorie scientifiche ma con la computer graphics se la cavano molto meglio! (E chiedo scusa ai Monty Python per l’accostamento)

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