Ma che bell’ambientino che c’è all’EPA…

In Italia ci si lamenta spesso del fatto che gli scienziati non vengono consultati dal legislatore, che spesso prende decisioni ignorando totalmente il punto di vista e le valutazioni di chi dedica la vita alle ricerche su un dato argomento. E non di rado si invidiano gli Stati Uniti, dove un profondo amore diffuso per scienza e tecnologia fa sì che il parere ufficiale delle agenzie scientifiche del governo sia in genere molto ascoltato.

Ora però un rapporto denuncia il fatto che se è vero che i ricercatori dell’Agenzia americana per la protezione dell’ambiente (La Environmental Protection Agency, in sigla EPA) continuano a condurre ricerche fatte come si deve, le pressioni politiche sono talmente forti da far sì che molte verità “scomode” scompaiano dalla versione ufficiale dei rapporti diffusi al pubblico.

In sostanza, al momento di trasformare le raccomandazioni degli scienziati in direttive politiche la scienza viene messa in un cantuccio, e la politica ha il sopravvento.

La denuncia viene da un’indagine della Union of Concerned Scientists, che ha chiesto ai ricercatori dell’agenzia di compilare in forma anonima un dettagliato questionario online, scoprendo che oltre metà dei 1.600 scienziati che si sono presi la briga di rispondere ha subìto interferenze di carattere politico.

L’indagine è stata ripresa dalla stampa (e merita una segnalazione il dettagliato articolo del Chicago Trubune) e ha suscitato immediatamente alcuni atti da parte di deputati e senatori, tra cui il presidente del comitato parlamentare sulle riforme governative Henry Waxsman, che ha preannunciato di voler ascoltare l’Amministratore dell’EPA Stephen Johnson in merito alla “ampia e diffusa interferenza politica nel lavoro degli scienziati dell’EPA”.

Tra le tante differenze con l’Italia: lo ha annunciato e lo farà.

Tanti auguri, Italia antifascista!

Mi è venuta così, come si fa con gli amici il giorno del loro compleanno.

E altrettanto spontaneamente, non so bene per quale vagabondaggio dei pensieri, mi è venuto da pensare con affetto al mio bisnonno Pietro Nenni, che se ne andò mentre io entravo nell’adolescenza, nelle prime ore del 1980.

(Aggiungo una foto di famiglia, che ho provato a mettere in coda al commento ma non so perché non compariva: è il mio compleanno dei due anni…)

Sesso a scuola: astenersi perditempo

Mentre da noi si dedicano articoli scandalizzati al caso di cinque preadolescenti che a Sant’Antimo, nel napoletano giocavano in classe a chi ce l’ha più lungo, negli Stati Uniti si discuteva sui programmi di educazione sessuale nelle scuole.

In particolare, si discuteva del fatto che i programmi che propugnano la sola astinenza non riescono a incidere minimamente sul numero di infezioni a trasmissione sessuale né sulle gravidanze indesiderate nell’adolescenza, certo indicativi di un grave problema.

Numerosi esperti hanno testimoniato ieri davanti al Congresso che i programmi fortemente voluti dai religiosi conservatori - quelli in cui si propugna la sola astinenza e ci si astiene dal fornire una vera educazione sessuale agli studenti, che dagli anni Novanta in poi stanno ricevendo cospicui finanziamenti federali - non funzionano.

E’ ovvio che in casi come questo non si tratta solo di buttar soldi pubblici in cose inutili, ma anche di distogliere i fondi, e l’attenzione degli studenti, da programmi che invece potrebbero avere un impatto positivo nel prevenire malattie e sofferenze.

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Solo l’acqua è innocente

Oggi Amnesty International ha pubblicato online un video (lo trovate nella colonna a destra) sulla tecnica di tortura chiamata waterboarding, di cui avevo parlato nel post in cui qualche giorno ripubblicavo un mio articolo scritto per la rivista di Emergency (I medici di Guantanamo tra divisa e camice bianco).
Nel frattempo George W. Bush, a capo di quella che molti considerano la più grande democrazia del mondo, ha ufficialmente dichiarato quello che si sapeva da un pezzo, ma solo ufficiosamente: che l’adozione di questi metodi barbari di tortura è stata fin da subito approvata dalle altissime sfere dell’Amministrazione USA.

Il video è pubblicato nel sito della campagna “Un-subscribe me”, che Amnesty International ha lanciato tempo fa contro l’uso di questi sistemi inumani nella cosiddetta “Guerra al Terrore”.

O parmigiano, portami via…

Le mie figlie piccole cantano “Bella Ciao” ogni volta che grattiamo il parmigiano. Oggi ho scoperto questo slogan che fa il paio con il loro “O parmigiano, portami via…”.

partigiano reggiano

Gli ideatori intendono finanziare una “Festa d’Aprile” che si terrà (non a caso) il 25 aprile 2008 a Parco Tegge, in provincia di Reggio Emilia.

Si chiamano “Duemilaresistenze”, e fanno un sacco di belle cose descritte nel loro sito.

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Fabio Turone

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