Poveri pesci, avvelenati fin da piccoli dal DHMO

E’ un killer invisibile, che penetra ovunque e di cui si trovano quantitativi più o meno abbondanti in ogni angolo del pianeta. Il complesso nome chimico è Monossido di Diidrogeno, in sigla inglese DHMO.
Come spiega nel suo blog Dario Bressanini, citando il “Material Safety Data Sheet“:

Il Monossido di Diidrogeno è un prodotto non regolamentato, ma reagisce violentemente con alcuni metalli, come il sodio e il potassio. Con il fluoro e con alcuni agenti disidratanti come l’acido solforico. Forma un gas esplosivo con il carburo di calcio. Si raccomanda di evitare il contatto con materiali di cui non si sia prima verificata la compatibilità.

E più avanti:

  • E’ il componente principale delle piogge acide.
  • Contribuisce all’effetto serra
  • Contribuisce all’erosione del suolo e dei paesaggi naturali
  • Viene usato ampiamente negli impianti di produzione dell’energia nucleare
  • Viene utilizzato come solvente industriale
  • E’ stato ritrovato nelle cellule tumorali di pazienti terminali
  • Può causare ustioni anche di terzo grado

Raccomando a tutti la lettura dell’ampio e circostanziato post di Bressanini, capace di togliere finalmente il velo da questa minaccia ubiqua e in grado di evocare scenari talmente inquietanti da far scorrere un brivido gelido lungo la schiena: una vera doccia fredda.

In Nuova Zelanda – in cui la sostanza è stata trovata in enormi quantità in molti prodotti ittici venduti liberamente nei supermercati – una parlamentare ha già aderito alla campagna per la messa al bando, e sarebbe bello sapere che cosa ne pensano i candidati premier nostrani.

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