When homoeopathy meets science journalism…

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Homoeopathy multinational Boiron threatens amateur Italian blogger

Fabio Turone, Milan

A letter sent by the Italian arm of multinational company Boiron, threatening to sue an amateur blogger over remarks he made about homoeopathy, has sparked a strong internet reaction in defence of freedom of speech. Samuele Riva posted two articles on his blog, blogzero.it , on 13 and 27 July,which included pictures of Boiron’s blockbuster homoeopathic product Oscillococcinum, marketed as a remedy against flu symptoms. The pictures were accompanied by captions, which joked about the total absence of any active molecules in homoeopathic preparations. On 28 July Boiron fired off a letter to the internet provider, complaining that both the articles and the captions were “untrue and derogatory both of homeopathy and [the] company,” and responsible for tarnishing the company’s reputation and causing “serious damage”…
http://www.bmj.com/content/343/bmj.d5197.full

Mi fa piacere non solo di dare il mio sostegno a Samuele, ma anche di aver potuto citare la seguente frase di Piero Angela, che nel 2004 sconfisse in tribunale (sia in sede civile sia in sede penale) due associazioni di medici omeopati che pretendevano di avere a “Superquark” il diritto di replica: “The courts looked into the scientific evidence we provided, and stated that homoeopaths had no right of reply on public service TV, accepting my view that it is a science journalist’s duty to clearly distinguish between what is science and what is not”.

E pensare che Letizia…

E pensare che veniva da una famiglia di moderati, e ora si ritrova con una denuncia per diffamazione aggravata e con sulle spalle anche l’opaca vicenda dei permessi comunali concessi al figlio per nascondere un abuso edilizio.

E’ proprio vero che non ci sono più i moderati di una volta…

Moratti, attacco personale a Pisapia
il sindaco querelato per diffamazione

Moratti-Pisapia, veleni in tv
«Hai rubato». «E’ falso»

«Io sono una moderata, lui rubò un’auto». La replica: «Falso, ne risponderà». E scatta la querela

Vaccini e autismo in tribunale, tra scienza e opinioni

Ho appena letto la recente sentenza con cui una giudice del lavoro del Tribunale di Busto Arsizio ha condannato il Ministero della Salute a risarcire una bambina autistica *, perché il responsabile dell’autismo – in assenza di altri sospettati alla sbarra – non può che essere secondo la giudice (chissà poi perché la competenza su questa questione è del giudice del lavoro…?) la vaccinazione antipolio.

Ecco come l'avvocato di parte civile presenta sul suo blog la sentenza del tribunale di Busto Arsizio su vaccini e autismo

Poco importa che negli stessi giorni sia stata definitivamente chiarita la storiaccia dello “studio” – frutto di frode – che nel 1998 aveva preteso di associare la vaccinazione trivalente (morbillo, parotite e rosolia; niente a che vedere con la poliomielite) all’autismo.
Lo studio, che presentava moltissimi aspetti sospetti, come aveva già scritto a partire dal 1994 un giornalista investigativo inglese, Brian Deer, autore di una lunghissima inchiesta, è stato dapprima misconosciuto da alcuni degli autori – che hanno ritirato la propria firma – e poi completamente ritrattato dalla rivista Lancet, dopo la conclusione dell’inchiesta dell’equivalente inglese dell’Ordine dei Medici.

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La scienza, alla giudice del Lavoro del Tribunale di Busto Arsizio, sembra però interessare solo fino a un certo punto: anche se il parere della commissione medica del Ministero e quello del consulente tecnico d’ufficio da lei stessa nominato escludono la relazione tra la vaccinazione e l’insorgenza dell’autismo, lei un colpevole sembra volerlo trovare a tutti i costi.

Si legge infatti nella sentenza (scaricabile in formato pdf nella versione editata per chiarezza o nella scansione originale del fax ricevuto dall’avvocato di parte):

Ritiene la scrivente di non poter condividere l’opinione negativa espressa dal CTU in ordine alla sussistenza del nesso causale fra la patologia accertata e le vaccinazioni somministrate, in ragione delle considerazioni che seguono.
[…]
La sussistenza del nesso causale fra un determinato antecedente e l’evento dannoso ben può essere affermata in base ad un serio e ragionevole criterio di probabilità scientifica, soprattutto quando manca la prova della preesistenza della concomitanza o della sopravvenienza di altri fattori determinanti.
E’ di esperienza comune, infine, come nella realtà medica non accade quasi mai che intervenga un’unica causa nella determinazione di una patologia,

In sostanza, la giudice sembra voler affermare di conoscere la probabilità scientifica più e meglio della commissione medica e del consulente tecnico da lei stessa scelto e nominato in quanto esperto di medicina, scienza e probabilità.
E siccome non saprebbe a chi altro imputare l’autismo, o la “complicità in autismo”, inchioda l’unico sospettato.
Solo perché – si direbbe – ha “avuto rapporti con la vittima” prima che questa mostrasse i segni dell’autismo.

Ancora:

Ritiene dunque la scrivente che sia sufficiente a provare la sussistenza del nesso eziologico una “ragionevole probabilità” unitamente alla mancanza di prova di altre (con)cause determinanti.

Aridaje!

E infine:

Nel caso in esame la perizia di parte ha analizzato la storia clinica di C B e, sulla scorta della connessione logica dei dati e delle conoscenze medico-biologiche più recenti, ha elaborato un giudizio, (di probabilità), in favore della sussistenza del nesso causale fra l’infermità e le vaccinazioni somministratele in data 16.12.1999 e le seguenti reazioni allergo-immunologiche post-vaccinali.
Tale giudizio è, a parere di questo giudice, condivisibile in quanto congruamente motivato e sopportato da una letteratura scientifica.

Ma il consulente d’ufficio che cosa lo ha nominato a fare?

Per decidere che la valutazione tecnica che egli è abilitato a fornire è una “opinione” come le altre?

E di quale letteratura scientifica parla mai il giudice, ignota alla commissione medica e al consulente del tribunale?

E’ sicuro un giudice del lavoro di essere in grado di interpretare in prima persona la letteratura biomedica, e di farlo persino meglio dei suoi esperti di fiducia?

A me risulta che semmai il vaccino antipolio è stato associato al rischio di paralisi, mentre il nesso con l’autismo (autorevolmente smentito in modo definitivo, come detto) riguardava un’altra vaccinazione, quella trivalente contro morbillo parotite e rosolia.

Controversies in this area revolve around the question of whether the risks of perceived adverse events following immunization outweigh the benefits of preventing adverse effects of common diseases. There is scientific evidence that in rare cases immunizations can cause adverse events, such as oral polio vaccine causing paralysis. Current scientific evidence does not support the hypothesis of causation for more-common disorders such as autism.[1][42

da: http://en.wikipedia.org/wiki/Vaccine_controversy

Ricordo ancora dai tempi del liceo la domanda socratica: chi sa di non sapere, che cosa sa di più di chi nemmeno sa di non sapere?

E concludo suggerendo ai giudici che vogliono imparare qualcosa di più sulla scienza di frequentare i corsi e i seminari organizzati dal giudice Amedeo Santosuosso presso il Centro di ricerca interdipartimentale European Centre for Life Sciences Health and the Courts (ECLSC) dell’Università di Pavia: lui sostiene che i giudici sono spesso gravemente ignoranti di scienza e medicina, e io credo che abbia ragione da vendere.

* Nella sentenza si parla genericamente di “patologia accertata” e non si parla espressamente di autismo: il dettaglio è però stato chiarito dall’avvocato di parte civile, avvocato Saverio Crea, che ha diffuso la sentenza, parlandone anche in forum di familiari di malati autistici.

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