Magdi Cristiano (o crociato?) Allam

Mi ha colpito e lasciato l’amaro in bocca e un brivido lungo la schiena la lunga lettera con cui il giornalista Magdi Allam, vice-direttore “ad personam” (con una di quelle qualifiche buffe che esistono nelle grandi testate) del Corriere della Sera, ha annunciato al mondo la sua avvenuta conversione dall’Islam alla Religione Cattolica, celebrata nientemeno che dal Papa Benedetto XVI in persona, in virtù della quale ha assunto il nome di “Cristiano”.

Gli spunti di riflessione sono tanti, ma quello che mi urge sottolineare è un punto di fondo: lui spiega (in una lettera dai toni in molti passaggi medioevali) che la sua conversione nasce dall’osservazione che l’Islam è fondamentalmente una religione violenta, che giustifica le falsità.

Il miracolo della Risurrezione di Cristo si è riverberato sulla mia anima liberandola dalle tenebre di una predicazione dove l’odio e l’intolleranza nei confronti del «diverso», condannato acriticamente quale «nemico», primeggiano sull’amore e il rispetto del «prossimo » che è sempre e comunque «persona»; così come la mia mente si è affrancata dall’oscurantismo di un’ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all’omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia, permettendomi di aderire all’autentica religione della Verità, della Vita e della Libertà. Nella mia prima Pasqua da cristiano io non ho scoperto solo Gesù, ho scoperto per la prima volta il vero e unico Dio, che è il Dio della Fede e Ragione.

Poi spiega che lui, i suoi molti padri spirituali e il papa stesso hanno deciso che era cosa buona e giusta dare un risalto mediatico mondiale a questo fatto privato:

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