E l’evoluzione creò Dio (dice il computer)

Si chiama EvoGod, ed è un semplice software messo a punto da James Dow, un antropologo dell’evoluzione della Oakland University di Rochester, nel Michigan.

Il software è il risultato di un ponderoso lavoro di ricerca approdato sulle pagine online dell’esoterico “Journal of Artificial Societies and Social Simulation”, la cui conclusione si può riassumere così: Dio – o meglio l’idea di Dio – è frutto dell’evoluzione umana.

In particolare, secondo l’ipotesi di Dow riferita dal settimanale New Scientist questa idea è apparsa nella storia umana come risultato dell’interazione tra due diverse forme di predisposizione genetica: quella che porta a comunicare agli altri informazioni non verificate (come i dogmi religiosi) e quella che al contrario porta a comunicare agli altri informazioni verificate.

Il ricercatore sociale ha infatti realizzato numerose simulazioni di “ambienti sociali virtuali”, osservando che la trasmissione del tratto genetico associato alla religione (cioè quello che predispone a farsi portavoce di verità rivelate) non è frequente: nella gran parte degli scenari ipotizzati e sottoposti a simulazione, questo tratto genetico tende a scomparire.

Le cose però cambiano quando i portatori di questo gene si trovano a interagire con dei “contestatori”, individui che in virtù di una diversa predisposizione genetica non solo credono soltanto in ciò che è dimostrabile, ma sono anche attratti da chi afferma cose non vere: in questo scenario, infatti, il “successo riproduttivo” del gene associato alla religione e al proselitismo aumenta.

Questa curiosa notizia mi fa pensare due cose:

* che Dio oggi è irriconoscente nella sua battaglia contro il suo creatore (l’evoluzione).

* che forse con la mia decisione recente di iscrivermi all’UAAR gli ho fatto un favore.

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