Sarko, pensaci prima che sia troppo tardi…

«Signor candidato,

dobbiamo metterla in una simile posizione per far progredire la sua posizione in tema di eutanasia?»

 

Ecco l’immagine usata per  una campagna in favore dell’eutanasia diffusa dalla rivista Les Inrocks e e attraverso internet.

Un analogo fotomontaggio mostra anche gli altri due candidati alle elezioni presidenziali francesi, il centrista Francois Bayrou e la leader fascista del Front National Marine Le Pen, nei panni di un malato terminale: tutti contrari a modificare la legge del 2005 sulla fine della vita in Francia, che instaura il diritto «a lasciar morire», ma vieta l’eutanasia.

Viva l’Italia democratica e antifascista! (e scusate l’enfasi)

Riorganizzate prima la DC o prima gli indirizzi e-mail? (Lo SPAM democristiano mi mancava)

Dimmi te se uno che non è mai stato popolare nel senso DonSturzesco e non è mai stato cristiano (anzi!) deve scoprire a 44 anni di essere nell’indirizzario di qualche genio della comunicazione politica che ci tiene a mostrare al mondo il proprio analfabetismo con una campagna di spam vecchio stile…

La loro domanda è chiara, e la mia risposta è semplice: con le spoglie della Democrazia fate il cazzo che vi pare, ma lasciate in pace il mio indirizzo di posta elettronica, perché sennò m’incazzo.

Nel frattempo vi suggerisco un bel documento di studio, in cui si legge:

«2. INVIO LECITO DI POSTA ELETTRONICA PUBBLICITARIA
Gli indirizzi di posta elettronica recano dati di carattere personale da trattare nel rispetto della normativa in materia (
art. 1, comma 1 lett. c), legge n. 675).

La loro utilizzazione per scopi promozionali e pubblicitari è possibile solo se il soggetto cui riferiscono i dati ha manifestato in precedenza un consenso libero, specifico e informato.»

Overweight or “very strong and well built”?

In this nice photo in which I was introducing David Ropeik’s talk on the perception of risk at Bergamo Scienza, I see myself as overweight (well, I know I am), but David said that I look «BUFF! WISE! In control. Powerful!». Of course he has earned a new invitation to Italy for next year… 😉

Il PD dei diritti civili è il mio partito

Sottoscrivo subito con convinzione il manifesto proposto da Ivan Scalfarotto perché il PD assuma finalmente una posizione chiara a favore dei diritti civili, spiegando a quella vecchia carampana di D’Alema che le scuse ipocrite non bastano e ai suoi costituzionalisti come Ceccanti che certe prese di posizione danno la nausea, e deve mostrare concretamente di non essere un ignorante trinariciuto che baratterebbe anche la dignità di sua madre nel nome di una real-politik talmente irreale da non avere più granché di politico.

Per aderire, scrivete all’indirizzo dirittiugualipertutti@gmail.com.

DIRITTI E DIGNITÀ LGBT: UNA RETE PER IL PD
L’Italia appare sempre più caratterizzata da un complessivo arretramento politico, sociale, economico e culturale. La politica risulta ostaggio di una maggioranza illiberale, che mina in tutti i campi il principio costituzionale di laicità, rendendo così volontariamente impossibile la collaborazione e la crescita comune tra culture diverse.

L’arretratezza dell’Italia nella tutela dei diritti e della dignità delle persone lesbiche, gay, bisessuali e trans è uno dei sintomi di tale arretramento, ma è un fenomeno che ha anche proprie, negative, specificità.

Il Parlamento, non solo si è dimostrato incapace di elaborare qualsiasi soluzione legislativa per riconoscere i diritti negati alle persone gay, lesbiche e trans, ma ha anzi affermato, con un voto surreale e indegno di un paese civile, l’incostituzionalità di una semplice legge contro le violenze nei loro confronti.

Lo stesso centrosinistra appare, tuttavia, incapace di proporre una propria complessiva visione dei diritti delle persone Lgbt e le strategie opportune per realizzarla.

Noi, militanti, simpatizzanti, elettori, potenziali sostenitori del Partito Democratico non ci arrendiamo di fronte al fallimento della politica sulle questioni relative ai diritti umani fondamentali di una parte importante della popolazione, tematiche imprescindibili per uno sviluppo completo e complessivo di una società che la politica ha il dovere di affrontare organicamente.

La politica ha la possibilità e il dovere di agire in Parlamento, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle Pubbliche amministrazioni e ovunque nella società per guidare, e non frenare come avviene oggi, quella crescita culturale che rappresenta la sola strada per garantire il definitivo superamento di ogni discriminazione e, di conseguenza, di ogni violenza.

Per questa ragione riteniamo necessaria la nascita di una rete nazionale permanente di azione sul e nel Partito Democratico che unisca tutti e tutte coloro, iscritti o meno al Partito Democratico, che condividano i nostri stessi obiettivi.

Riteniamo, in particolare, che il PD debba urgentemente affrontare alcuni temi fondamentali:

– l’estensione del matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso, come richiesto dal Parlamento Europeo a partire dalla Risoluzione del 1994 – e già presente in molti stati – attraverso iniziative legislative adeguate che quantomeno diano una risposta alla sentenza 138 del 2010 della Corte costituzionale, nella quale la Corte ha chiesto al Parlamento italiano di garantire alle unioni tra persone dello stesso sesso “il diritto fondamentale di vivere una condizione di coppia, ottenendone il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri”. In assenza di un’adeguata e rapida soluzione programmatica condivisa, crediamo che la strada giusta sia quella di coinvolgere la base attraverso lo strumento della consultazione diretta degli iscritti, dando loro la possibilità di esprimersi su un tema che nel paese oggi trova un consenso crescente;

– la prevenzione e il contrasto alla violenza omofobica e transfobica, attraverso l’estensione della legge Mancino, ai casi di discriminazione e ai crimini d’odio motivati da orientamento sessuale e identità di genere;

– la tutela delle famiglie omogenitoriali a cui viene limitata la possibilità di esercitare in una forma giuridicamente riconosciuta i doveri e le responsabilità genitoriali, con pesanti ripercussioni sui diritti delle bambine e dei bambini;

– i diritti e la dignità delle persone transessuali e transgender che furono oggetto di una legge innovativa nel 1982 ma che oggi necessitano di nuove misure legislative e di politiche attive che assicurino il superamento del grave livello di discriminazione a cui sono sottoposte nella società e in particolare nel lavoro.

Con la costituzione di questa rete nazionale permanente ci proponiamo – anche collaborando con il mondo associativo, e in particolare con le associazioni LGBT che costituiscono un prezioso patrimonio di volontariato ed impegno – di favorire il confronto, contribuire all’approfondimento e alla crescita culturale, monitorare e stimolare le necessarie azioni positive da parte del Partito Democratico.

Vogliamo dare forza così al nostro impegno per giungere rapidamente a soluzioni concrete, per dare forma ad una società che riconosce a tutte e tutti piena cittadinanza con diritti e doveri specifici e condivisi, per rendere l’Italia un paese civile ed accogliente, al passo con gli altri paesi europei.

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