Il PD fa incontrare studenti e polizia, contro la violenza

Ripubblico con orgoglio un appello frutto del lavoro del Partito Democratico, e in particolare del mio amico deputato Lele Fiano, per contrastare chi vorrebbe approfittare delle violenze di pochi (spesso aizzate ed esacerbate ad arte) per togliere a molti il diritto di manifestare il proprio dissenso e le proprie idee.

Studenti, poliziotti, politici del PD insieme per arginare chi soffia sul fuoco aizzando gli scontri come Maurizio Gasparri ed il governo.

Tutti attorno a un tavolo per firmare un documento al termine di un incontro tenutosi questa sera nella sede nazionale del PD tra alcune rappresentanze studentesche: Udu, Rete degli studenti, Ricercatori, giovani di Acli, Arci e Fuci e 6 sigle sindacali della Polizia di Stato: Coisp, Siulp, Siap, Anfp, Silp e Sap.

Questo il testo dell’Appello del Partito Democratico

I gravi incidenti dello scorso 14 dicembre a Roma, hanno lasciato sul terreno troppi feriti, troppi danni e la necessità di una doverosa riflessione su cosa stia succedendo, alle nuove generazioni del nostro Paese, nel rapporto tra protesta politica e violenza.

E’ una riflessione necessaria perché l’Italia non può permettersi il rischio di cadere in una nuova spirale di violenza e di terrore, come è avvenuto in un passato non troppo lontano, e di cui tutti conoscono i drammatici esiti.

Due sono i beni irrinunciabili in gioco. Da una parte la certezza che nessuna concessione debba essere fatta, né ora né mai, all’uso della violenza come forma di contestazione. Dall’altra il diritto costituzionale a manifestare, in maniera civile, a sostengo delle proprie idee e convinzioni. Siamo in un momento di grande difficoltà: specie i giovani percepiscono con grande preoccupazione e rabbia l’incertezza del loro futuro.

Noi dobbiamo evitare che l’incertezza e la rabbia si trasformino in violenza. Ed è questo un compito della politica, che deve dare risposte. Lo ribadiamo: il diritto di tutti a manifestare liberamente il proprio dissenso è un bene fondamentale. Ma è necessario separare, senza incertezze, le legittime manifestazioni pacifiche di dissenso da coloro che, invece, alle manifestazioni partecipano in forma organizzata e squadristica, con l’unico scopo di produrre violenza, feriti e danni.

In questa difficile situazione si inserisce il complesso e delicato lavoro delle forze dell’ordine, che svolgono un ruolo, centrale, di difesa delle istituzioni, della sicurezza dei cittadini e della libertà di espressione. E’ un impegno difficile sul quale la politica e l’opinione pubblica hanno un diritto-dovere di controllo e, quando occorre, anche di critica, ma nella consapevolezza che il tema centrale che ci consegnano i fatti di questi giorni è l’emergere di una violenza di piazza che va respinta subito.

Questo l’appello che rivolgiamo ai giovani, assumendoci per quanto ci riguarda, nei rispettivi ruoli che ciascuno di noi ha, l’impegno a difendere i principi di legalità e i diritti alla sicurezza e all’espressione della propria opinione.

2 Risposte

  1. E con i Finanzieri ed i Carabinieri chi ci dialoga??? Vi rivolgete solo a metà degli addetti delle FFPP e vi dimenticate di una enorme fetta di operatori che sono tagliati fuori dai circuiti democratici. Grossi settori dela sicurezza pubblica, a differenza di tutti i paese oddicentali, sono affidati ad amministrazioni militari autoreferenziali, senza alcun controllo esterno come quello dei sindacati. Domani quale sarà l’animo di carabinieri ed finanzieri impiegati nell’ordine pubblico?

    • Simone,
      non sono esperto di questi temi: vuoi dire che esistono rappresentanti di Finanzieri e Carabinieri che sarebbero andati a discutere e firmare un appello come quello ma non sono stati invitati?

      Se è così fammi sapere chi.

      Per come la vedo io, spero che l’animo dei carabinieri e dei finanzieri impegnati domani in piazza dipenderà da un sacco di fattori, e sinceramente non vedo come questo appello alla manifestazione non violenta delle proprie idee possa essere visto in chiave meno che positiva.

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