Il problema, del PD e del paese, è (ben) oltre

Ho appena seguito la prima parte della giornata indetta a Milano da Pippo Civati e Carlo Monguzzi, tra gli altri, al Circolo ARCI Bellezza per avviare l’iniziativa che è stata battezzata “Andiamo OLTRE” (c’è anche un omonimo gruppo di FB che spiega nel dettaglio premesse e scopi)

Sarei rimasto molto volentieri a seguire il pomeriggio, ma ho dovuto a malincuore tornare in ufficio a cercare di smaltire un sacco di arretrati di lavoro.

Prima però di tuffarmici, mentre ingurgito una fetta della pizza sfornatami dall’ottimo pizzaiolo maghrebino delle consegne a domicilio all’angolo, voglio condividere qualche riflessione e gli appunti sparsi e poco organici che ho preso con il PC sulle ginocchia, quando ho rinunciato a fare una cronaca-twitter in diretta per problemi tecnici di connessione: l’idea mi era venuta stamattina, ma una volta lì ho scoperto che portatile e iphone hanno deciso ancora una volta di non dialogare, e l’unico accesso “hot spot” messo a disposizione dal vicinato ha funzionato solo per qualche minuto; nel frattempo Twitter aveva già deciso di incepparsi!).

(Mi scuso se mancano alcuni cognomi: Civati scherzosamente ha presentato tutti alla maniera del “Nome della Rosa” con nome e città, ma ho ritenuto più utile citare i cognomi, laddove sono riuscito a registrarli.)

Ha aperto i lavori Carlo Monguzzi, dopo essersi scusato per il ritardo (“Mica essere di sinistra vuol dire iniziare per forza in ritardo”…). «Noi non ci candidiamo a niente se non a lavorare» ha precisato subito. «Non c’è un capo ma un “disturbatore”, Pippo Civati» (da poco rieletto al Consiglio Regionale della Lombardia, per chi non lo sapesse).

Era la fase in cui litigavo con Twitter e Facebook e poi con la connessione, per cui vado a memoria: dopo aver riproposto l’obiettivo di Civati del PD come partito dei giovani elettori, e non dei giovani dirigenti, Monguzzi ha strappato più di un sorriso esprimendo la sua repulsione per il “tema delle riforme” (ulteriore degenerazione rispetto alle già vacue “riforme”) e raccontando delle chiacchiere da filobus ascoltate stamattina, tutte sul presidenzialismo con doppio turno o sul turno secco, con ciliegina sulla torta fornita dal giovane che indossava una t-shirt con la faccia di Che Guevara e la scritta “O senato federale o muerte”.

Mi è piaciuta molto anche l’idea di accoglienza basata sul fatto che tu sei il mio fratello, ma anche tua moglie è mia sorella, (e da questo discende che ho il diritto e il dovere di occuparmi di lei).

Monguzzi ha citato l’esperienza del “comitato delle sedie“, che portando in strada i cittadini comuni con la propria sedia ha dimostrato di riuscire efficacemente a presidiare la città contro degrado e microcriminalità (è ovvio che lo spaccio si è solo spostato, ma non sta ai cittadini arrestare i criminali).

Poi ha suscitato l’applauso lodando l’organizzazione dello sciopero dei migranti, e sottolineato l’importanza (anche alla luce dell’esperienza di Via Padova) di coinvolgere gli immirati nella vita politica e sociale del paese attribuendo loro una parte attiva nella discussione e nella soluzione dei problemi.

«Non possiamo non vincere le elezioni comunali» ha poi detto con enfasi. «Come possiamo farcela: con speranza e coraggio. Bisogna avere il coraggio di dare la speranza. Ci vogliono uno spartito, un’orchestra e un direttore» ha proseguito Monguzzi, facendomi inevitabilmente pensare al mio coro e alle cose fantastiche che riusciamo a fare andando spesso oltre le capacità dei singoli (e sicuramente mettendo me in condizione di andare oltre i miei limiti).

Quanto al “direttore d’orchestra”, dovrà privilegiare il consumo delle suole rispetto al consumo di suolo.

Ha infine abbozzato quali caratteristiche dovrebbe avere, incorrendo in una gaffe che oltre metà della sala gli ha fatto notare rumorosamente:

«Dovrà avere un pezzettino di Gandhi, un pezzettino di Tex Willer, un pezzettino di Nelson Mandela, un pezzettino del Commissario Montalbano e un pezzettino di Che Guevara».

Dopo aver incassato le giustificate – e rumorose – obiezioni, ha aggiunto che dovrà avere un pezzettino anche di 5 figure femminili (e lì secondo ne è stato molto bravo a non provare a improvvisare un elenco che chiaramente avrebbe solo reso più brutta la “pezza”).

Ha concluso dicendo che siccome un candidato con tutte quelle caratteristiche non esiste, occorrono per forza di cose le primarie («Si sente di parlare di primarie “sullo sfondo”: che vuol dire?» ha chiesto ironicamente).

Ha poi preso la parola Pippo Civati, di cui riporto le frasi che mi hanno colpito di più (le irgenze mi chiamano: riprenderò il post più avanti, anche per rendere più comprensibili i passaggi troppo ermetici)

Ha parlato di Saronno, dicendo che pochi sanno che c’è il ballottaggio, e il PD ha il 27%. Qual è il segreto?

Monguzzi è diventato una regola. Non è stato ricandidato, e ora io lo userò come regola anche per le elezioni politiche. C’è solo una deroga, per Pierluigi Bersani segretario nazionale.

Tutto quello che succederà oggi è a disposizione di tutti, dalla Serracchiani a Fioroni (per citare due figure agli estremi).

Abbiamo bisogno che tutto questo sia immediatamente condiviso.

24 milioni di italiani sono sul web tutti i giorni, solo il 5% dice che Internet non serve a niente: si vede che sono tutti i dirigenti del PD

siamo stati sette mesi a interrogarci sulle primarie: sono venuti a studiarci da fuori, dalle Università americane.

Il PD nonostante tutto e oltre-tutto è il nostro partito.

Nuoce alla salute cardiovascolari e causa strane sindromi bipolari: Noi ci mobilitiamo dopo la sconfitta e non prima della vittoria…

“Siamo caduti in piedi”, ma proviamo a camminare!

Ora c’è chi dice ancora che bisogna allearsi con l’UDC. L’UDC a Milano ha preso meno di Grillo e dei Radicali.

Tre temi per arrivare alla concretezza

1° punto Nord: cominciamo a prendere sul serio Lega e PDL. C’è ancora Berlusconi al Nord

Più voti alla Lega ha significato:

– meno soldi ai comuni.

– più clandestini (che servono per la prossima volta). Hanno risolto molto più con le sedie che con gli inseguimenti ai bambini Rom di De Corato.

Equità: 200.000 persone “scudate”; una su due in Brianza.

Prontuario sull’immigrazione di Andrea Civati (solo omonimo)

Tesoro di competenze che nessuno condivide. Il Gruppo parlamentare del PD ha pubblicato un sacco di cose importanti, ma per capirle e tradurle occorre un dottorato di ricerca in “Gruppo parlamentare del PD”.

Enrico Borghi presidente di Piccoli Comuni in Val d’Ossola

2° punto – PD partito dei giovani, non dei giovani dirigenti ma dei giovani elettori

Che noi abbiamo perso per l’antipolitica di Grillo è una delle cose più stupide che si possano dire.

C’è una grande richiesta di politica, e il PD deve cercare di rispondere.

Tutto il mondo si interroga sulla green economy. Nuove tecnologie: facciamo più del decreto Pisanu

3° – SUD Ripartiamo dall’Aquila e parliamo del Sud

e-mail andiamooltre@gmail.com

wiki con aggiornamento ogni mese

Rispondere alle e-mail, dicono quelli di Obama

Al- Qae Dem, siamo il contrario e lo facciamo per il bene: senza gerarchie ma con tante relazioni

Coefficiente di Gini che studia la disuguaglianza all’interno di un sistema politico: in Lombardia redditi alti sono cresciuti e quelli medi sono scivolati (Buoni scuola della Regione senza distinzione di reddito)

A Montichiari Bs hanno vietato le manifestazioni per il 25 aprile e 1 maggio. Io invito Bersani – nostro unico capo – a farsi vedere a Montichiari il 25 aprile, magari per bere un caffè.

Abbiamo fatto schifo sulla questione dele donne: abbiamo eletto 2 donne su 22 eletti del PD. Vicepresidente e capogruppo del PD in Regione, che sono i soli posti di qualche rilievo, vadano alle due donne!

Samuele Agostini di Boschi di Lari (non Pisa) segreteria regionale Toscana ha lamentato la mancanza di contenuti da presentare “sul territorio”.

Laura Specchio: «Occorre una formazione civica capillare»

«Sul lavoro non abbiamo una posizione. Spero che questa sia anche una occasione di formazione nostra»

Pierfrancesco Majorino

Questa è un’assemblea nazionale del PD, e non vedo l’ora di ascoltare quelli che arrivano dal resto d’Italia, dai territori: è la prima volta che c’è modo di confrontarsi senza le classiche liturgie

Carlo e Pippo non devono eccedere in timidezza, e devono assumersi il compito di tirare le fila sul piano nazionale.

Io voglio che il partito dica con chiarezza che noi siamo quelli che difendono l’acqua pubblica.

Abbiamo proposto al Consiglio Comunale di non candidare politici nella gestione delle società partecipate. E’ facile perché siamo all’opposizione. Ma io voglio che anche dove governiamo non mettiamo politici alla guida delle società partecipate.

Dobbiamo costruire una proposta sul lavoro. Di fronte all’aggressione all’art 18 dobbiamo avare una proposta coraggiosa.

Oltre alla faccia: trasparenza ed etica nella gestione della cosa pubblica.

acqua

lavoro e precarizzazione

dobbiamo evitare il dibattito sui nomi

Dobbiamo cercare non i voti dell’UDC ma i voti del 40% che è rimasto a casa

Andrea CIVATI (di Varese) prontuario dell’immigrazione (scaricalo in pdf)

Soprattutto al NORD bisogna andare oltre le banalità e ragionare sugli aspetti tecnici delle questioni.

Dobbiamo fare proposte forti e alternative non nel luogo cmune ma sulla sostanza

Prontuario come dimostrazione della rappresentazione sbagliata dell’Italia, per smentire i luoghi comuni sugli immigrati.

Immigrati pagano gran parte delle pensioni che gli anziani italiani percepiscono

provocazione per far passare il concetto che la vera clandestinità non è quella senza permesso di soggiorno ma quella di chi non paga le tasse

federalismo: è un tema molto specifico

quello fiscale è anche un problema politico perché può effettivamente spaccare l’Italia

La competenza degli amministratori locali è fondamentale, ma il PD continua pervicacemente a trascurarla

Se a San Salvario, con il 70% di alunni stranieri la scuola è un’eccellenza

Non possiamo confondere il moderatismo con il rigor mortis


Ivan Scalfarotto

Ho incontrato di recente un militante ex PCI che mi ha detto: «Avevo un partito in cui credere, voi mi date solo un partito da votare».

Il radicamento è una favola: votano la Lega perché c’è una visione. Ripugnante ma c’è una visione.

I nostri circoli in Val di Susa sono tutti chiusi. Non si è discusso di TAV

Occorre cercare i candidati non pensando che siano vincenti oggi, ma che siano vincenti domani

Laura Puppato a Treviso ha preso 26.000 preferenze

Ieri la Corte Costituzionale del Portogallo ha dichiarato che il matrimonio tra omosessuali è in linea con la costituzione

Tra tre giorni in Italia si deciderà. Giorni fa il PD ha violato una regola non scritta,  e con la Corte riunita in camera di consiglio ha dichiarato di essere contrario ai matrimoni tra omosessuali

Il ciclismo a squadre mi piace perché il tempo si prende sull’ultimo. Vinceremo quando l’ultimo dei nostri arriverà prima dell’ultimo degli altri.

Ernesto Ruffini

Il federalismo fiscale non è un’idea di sinistra: è una coperta troppo corta ed è ingannevole dire che nessuno ci perde e tutti ci guadagnano.

Federalismo nella lotta all’evasione fiscale.


Diana De Marchi

A San Siro la gente votava PCI e ora vota Lega

Battaglia per il mercato di cui a risultato ottenuto si appropria Boni consigliere regionale della Lega

Testo della mozione senza sintassi, contenuto, logica, approvata ieri in CdZ: “Perché tutti possano arrivare allo stesso TOT dobbiamo togliere le discriminazioni, quindi togliamo i soldi ai corsi di italiano per gli stranieri”

Iniziativa sull’acqua

Germana Urbani

Sono stata candidata alle regionali in Veneto, abbiamo eletto 14 consiglieri e solo una donna, Laura Puppato, che una parte voleva come candidato presidente, come investimento per il futuro.

La storia della mia candidatura: a Padova il partito è fermo su posizioni antiche, diviso in correnti: già da un anno si sapeva quali due dovevano essere eletti in consiglio.

La bassa padovana ha fatto un documento politico

Il segretario provinciale ha detto “Servono le patatine attorno all’arrosto”. Sul voto di preferenza l’elettorato ha deciso di andare contro il partito tanto che io assolutamente sconosciuta ho vinto contro i candidati prescelti dall’alto e sono la prima dei non eletti.

Ci sono i circoli ma non ci sono le sedi per incontri e riunioni.

Abbiamo messo insieme 20 circoli che hanno deciso di contrastare i vertici del partito.

Vi invito a fare rivoluzioni dal basso come abbiamo fatto noi


Monguzzi: “Da oggi siamo tutti patatite attorno all’arrosto”


Davide da Imola («che lavora alla Cgil e ha scritto nei giorni scorsi un bell’intervento sull’Unità» ha detto Civati nel presentarlo):

Acqua pubblica e qualche amministratore del PD la privatizza

Liste pulite e poi anche nelle nostre liste ci sono gli inquisiti

Propongo un Codice dei comportamenti della buona politica

Cambiamo statuti e codici etici rendendoli vincolanti, non come sono oggi,

Onestà: chi è stato condannato in primo grado deve dimettersi e non essere candidato

Stesso rigore per gli incarichi di partito

Via dalla gestione delle società partecipate

Feliciano da Lucca

Contratto unico di ingresso e salario minimo

Insegnamento della lingua italiana agli stranieri: poi diventano anche consumatori e acquirenti, e su qualcuno questo può fare presa.

Ilda Curti da Torino assessore “tecnico” alla degenerazione urbana e nuovi cittadini (“vera leader del movimento” dice Civati)

Vengo dal villaggio di Asterix accerchiato: a Torino e in alcuni comuni Bresso è 16 punti avanti a Cota

Riusciamo ancora a non farci troppo del male. O almeno siamo perdonabili.

Non riusciamo a correre perché abbiamo i tendini lacerati: tutti ci lamentiamo della solitudine. Parlo con tutti ma nel PD non ho un luogo di discussione sulle cose di cui mi occupo, per sapere magari che sbaglio.

La Lega è come il gusto immaginario del kiwi quando arrivò, ciascuno gliene attribuisce uno diverso.

La Lega evoca una comunità tradizionale immaginaria, che non è mai esistita.

Le cose che noi facciamo non diventano patrimonio collettivo.

Sono riuscita a spiegare a mia nonna il mio lavoro di operatore sociale solo dicendole che era lo stesso lavoro che aveva fatto Obama nelle strade di Chicago.

Abbiamo abdicato alla funzione nobile della politica che consiste nel fare pedagogia.

Ho nostalgia della capacità della politica e dei partiti di massa di essere strumento di emancipazione degli individui.

Cerchiamo di fare anche una raccolta delle buone pratiche: “Noi la facciamo così”.


Alla fine del suo intervento (e per fortuna che all’inizio aveva detto di essere timida!) la sala del circolo Arci Bellezza è scoppiata in un prolungato e rumorosissimo applauso, anche e in molti erano già usciti a fumare una sigaretta o a procurarsi un panino.

Mentre tornavo in scooter verso l’ufficio pensavo al tormentone che scherzosamente era stato usato in sala con ogni piccolo inceppamento: “Andiamo oltre!”, e siccome amo i giochi di parole e i calembour per assonanza mi si è presentato subito con chiarezza il rischio della “deriva benoltrista”, reale o inventata, da cui il titolo di questo post.

E’ chiaro che se il “andiamo oltre” diventa – magari in virtù della malizia di chi in fondo le cose nel PD non ha interesse a cambiarle più di tanto – un mantra analogo al vecchio “benaltrismo” qualunque speranza di riuscire effettivamente ad affrontare i problemi concreti va a farsi friggere.

Per questo suggerisco di tenere bene a mente che anche lo slogan, come l’iniziativa, ha una scadenza ravvicinata.

Da consumare NON OLTRE il 10 luglio 2010.

(nell’immagine a destra, i recapiti per mettersi in contatto e partecipare)

P.S. Pippo Civati ha pubblicato il testo del suo intervento, nel suo blog.

7 Risposte

  1. Grazie per la cronaca, molto interessante per me che non ho potuto esserci.

  2. […] Per approfondire consulta la fonte: Il problema, del PD e del paese, è (ben) oltre « Presente 2.0 […]

  3. Cinque lettere per una speranza…

    Andiamo oltre dice Giuseppe Civati ai democratici, quelli nel partito e quelli senza partito (preso). Anche se domani non potrò esserci “di persona personalmente” a Milano, oltre mi piacerebbe andarci davvero, con questa parte di paese che,…

  4. Ma Civati non era a Orvieto per costituire l’area Cambia l’Italia che aggrega chi ha sostenuto Marino in febbraio? Come mai in quell’occasione non ha detto cosa pensava e si aggirava cupo nelle retrovie? Si è fatto votare dai mariniani, è stato confermato in consiglio regionale lombardo e ora voilà il suo movimentino trimestrale… troppo difficile lavorare a finaco di Marino? beh a me sembra una grande confusione… una ulteriore conferma che “il potere logora chi non ce l’ha” ….

    • Ciao,
      non so bene a che cosa ti riferisci, e non so esattamente che cosa sia l’«area» in politichese.
      Io so che ho preso la tessera del PD per sostenere Marino alle primarie ma più in generale per sostenere le sue idee (ch sono in gran parte le mie).

      Se tu hai del “mariniani” un’idea di gruppo compatto e obbediente che vota Civati per ordine di Marino eccetera eccetera mi sa che sei tu un po’ fuori, di sicuro per quello che so io a Milano, nel mio circolo e non solo, dei mariniani.

      «Area» è un neologismo per non dire «corrente», che come parola fa in teoria schifo a tutti ma come logica inevitabilmente ricorre. Non ero a Orvieto e non parlo per Civati – che ho visto ieri per la prima volta all’ARCI, e seguo però da tempo grazie a Internet e occasionalmente ai giornali.
      Di sicuro la tua ricostruzione astiosa dimentica un dettaglio, che a me pare ovvio: se Civati era già in consiglio regionale vuol dire che di sicuro non è uno salito sul carro di Marino da peone speranzoso di visibilità e ruolo, e fino a prova contraria sta provando a realizzare proprio ciò che molti “mariniani-che-vogliono-un-PD-senza-correnti-d’area” (quorum ego) si aspettano da chi ha sostenuto le idee ben portate avanti da Ignazio Marino alle primarie.

      Ho il dubbio, ma forse è dovuto alla tua sintesi estrema, che per te “lavorare a fianco di Marino” equivalga a stare fermi in attesa della linea.

      Quello è il modo di ragionare delle correnti. Io sono stato “per Marino”, ma ora sono “per il PD che dia peso e visibilità alle idee che hanno unito i sostenitori di Marino, e che cerchi l’unità senza correnti e aree”

      Ci sono sicuramente molti retroscena di cui io non so nulla, ma voglio sperare che Ignazio Marino guardi con interesse a questa iniziativa, e non la bolli sbrigativamente e in modo dispregiativo come “movimentino”: queste cose me le aspetto da D’Alema, semmai, in che è tutto dire.

  5. […] Il problema, del PD e del paese, è (ben) oltre « Presente 2.0 presenteduepuntozero.wordpress.com Ho appena seguito la prima parte della giornata indetta a Milano da Pippo Civati e Carlo Monguzzi, tra gli altri, al Circolo ARCI Bellezza per avviare l’iniziativa che è stata battezzata “Andiamo OLTRE” (c’è anche un omonimo gruppo di FB che spiega nel dettaglio premesse e scopi) […]

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