Haiti è qui, Haiti non è qui (un pensiero ispirato da Caetano Veloso)

Haiti (Caetano Veloso e Gilberto Gil, 1993)

Quando ti inviteranno a salire i gradini (1)

della fondazione casa di Jorge Amado

per veder dall’alto le file di soldati, quasi tutti negri

che dan bastonate sulla nuca di furfanti negri

di ladri mulatti e altri quasi bianchi

trattati come negri

sol per mostrare agli altri quasi negri

(e son quasi tutti negri)

e ai quasi bianchi poveri come negri

come i negri, poveri e mulatti

e quasi bianchi quasi negri – tanto son poveri – sono trattati

e non importa se occhi del mondo intero

possono posarsi un attimo sul largo

dove gli schiavi eran castigati

ora un ritmo batuque un rullo batuque

con la purezza di bambini in divisa della scuola secondaria

in giorno di parata (2)

e l’epica grandezza di un popolo in formazione

ci attrae, ci sorprende e ci stimola

non importa niente: né immagini

né il fantastico, né il disco di Paul Simon (3)

nessuno, nessuno e cittadino

se andrai a veder la festa al Pelourinho, oppure no

pensa a Haiti, prega per haiti

Haiti è qui – Haiti non è qui

E se vedrai in tv un deputato in panico mal dissimulato

davanti a un qualunque, ma qualunque, qualunque qualunque

piano di educazione che sembri facile

che sembri facile e rapido

e rappresenti una minaccia di democratizzazione

dell’insegnamento di primo grado

e se questo stesso deputato difenderà l’adozione della pena capitale

e il venerabile cardinale dirà che tanta anima lui vede nel feto

e nessuna nel miserabile

e se, passando col rosso, il vecchio rosso abituale,

vedrai un uomo pisciare all’angolo di strada

su un lucido sacco dell’immondizia a Leblon (4)

e quando sentirai il sorridente silenzio di San Paolo

di fronte alla carneficina (5)

111 prigionieri indifesi, ma i prigionieri son quasi tutti negri

o quasi neri, o quasi bianchi quasi neri – tanto son poveri

e poveri sono come macchie – e tutti sanno come si trattano i negri

e quando farai un giro ai Caraibi

e quando scoperai senza preservativo

e presenterai la tua partecipazione intelligente al blocco a Cuba

pensa a Haiti, prega per Haiti

Haiti è qui, Haiti non è qui.

Da musibrasil.net – Traduzioni di Andrea Ciacci, Lissia da Cruz e Silva, Adelina Aletti

1) La prima parte della canzone fa riferimento all’atmosfera di tensione e violenza, alia confusione “haitiana” in cui si e svolta la serata centrale del XIII Femadum, il festival di musica e arti che si e tenuto nel gennaio di quest’anno a Bahia, organizzato dal gruppo Olodum. In quella occasione – di fronte alla Fondazione Casa di J. Amado, sul Largo del Pelourinho, cuore della citta e luogo simbolo della schiavitu nera – Caetano era stato invitato ad esibirsi insieme alia Banda Olodum e a ricevere il titolo onorario di Cittadino Olodum.
2) La Banda Mirim, ensemble percussivo di bambini che fa parte del gruppo Olodum.
3) All’origine del successo internazionale della Banda Oludum c’e la loro partecipazione ad un disco di Paul Simon.
4) Quartiere di Rio de Janeiro.
5) Si parla del massacro provocato dalla polizia nella repressione seguita ad una rivolta dei detenuti del penitenziario paulista di Carandiru nell’ottobre del ’92.

Una Risposta

  1. Grazie per questo video.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: