Chi: Il gossip al servizio della politica

Oggi leggo sui giornali che Silvio Berlusconi in persona avrebbe avvertito il Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo che il video in cui appare seminudo in una situazione molto compromettente era stato offerto ai suoi giornali di gossip (il fidato «Chi», in particolare).

Nella telefonata, riferiscono le cronache, Berlusconi ha rassicurato Marrazzo che i giornali della Mondadori non lo avrebbero pubblicato.

E io mi chiedo – da giornalista – perché?

E’ ovvio che gran parte dei pretesi «scoop» in stile Corona sono cose fasulle concordate tra “Vip”, agenti e fotografi per far parlare di sé, ma mi risulta che ci sia anche una parte di gossip – per esempio sulle serate in discoteca del calciatore spompato, o sulla soubrette ingrassata – che si nutre proprio di fotografie e video rubati, che danno sostanza e credibilità anche a una marea di insinuazioni in gran parte inventate ad arte.

Feltri, poi, è un campione quando si tratta di spacciare per «documenti» delle mefitiche porcherie visibilmente taroccate o di nessun valore, pur di abbattere il nemico politico.
Nel nome del “diritto di sapere”, spesso invocato anche dagli inventori di pettegolezzi

Ma con Marrazzo no.

Nel caso di Marrazzo c’è un direttore di giornale (Alfonso Signorini) che riceve un’offerta che deve sembrargli molto ghiotta.

Però non la pubblica (secondo le cronache neppure l’acquista) perché consulta il suo editore – avversario politico del politico di primo piano ritratto nel video compromettente – e insieme decidono di non pubblicare il video, né articoli illustrati da qualche bel fermo immagine scelto con maestria.

Addirittura Berlusconi si prende la briga di telefonare a Marrazzo per informarlo e rassicurarlo, dicono le cronache.
Va da sé che indirettamente fa anche sapere a Marrazzo che lui conosce la sua “debolezza”.

C’è un altra informazione – forse implicita, forse no: con quel video «Chi» avrebbe venduto di sicuro un sacco di copie, come capisce bene chiunque.

Ma Berlusconi è generoso: non sono altri soldi che vuole, e c’è sempre tempo per sdebitarsi.

Del fatto che nel video fosse ritratta un’auto di servizio della Regione Lazio, che sembra Marrazzo usasse per farsi accompagnare, non si è probabilmente accorto nessuno.

Non sono queste le cose che interessano ai giornalisti (anche se c’era addirittura un fermo immagine)…

P.S. Sarebbe bello che i vari Signorini e Belpietro provassero a spiegare perché ora dicono che quel video era «impubblicabile»: l’unica spiegazione che viene in mente a me è che si capisse che c’era qualcosa di molto losco. Se è così, avrebbe dovuto essere una ragione di più per investigare, o per denunciare alle autorità…

2 Risposte

  1. Che squallore….

  2. […] come già da lungo fa Feltri col “Giornale” di Famiglia Berlusconi. C’è chi scrive che nel video si vede un’auto di servizio della Regione Lazio che Marrazzo usa per farsi […]

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