Al congresso del PD, con l’on. Zaccaria insabbiatore per Bersani

Oggi ero al mio primo congresso di partito, in quello che ora è il mio circolo di Giambellino, Lorenteggio e Inganni (a Milano) e mentre stavo ascoltando le presentazioni delle mozioni mi è vibrato più volte il telefono. Lì per lì non ho risposto perché per uscire avrei dovuto disturbare troppo persone, e davo per scontato che fosse per farmi gli auguri di compleanno (a proposito: grazie a tutti gli amici di Facebook). Poi quando mi ha chiamato anche Daniela – che sapeva che ero impegnato – ho scoperto che c’era anche altro: una notizia preoccupante sulla salute della mia mamma.
Mi ero già iscritto a parlare, ma da quando ho avuto la notizia ho passato un bel po’ di tempo a cercare di capire al telefono con i miei fratelli e con mia madre (a Roma) i contorni esatti della situazione, e riflettere sul da farsi. Un po’ in ritardo – ma comunque prima che dopo pranzo riprendessero i lavori – sono tornato al circolo con la testa piena di pensieri, non del tutto concentrato (non lo sono neanche ora, confesso).

Ma torniamo alla mattinata, e alla presentazione delle mozioni.
Ha cominciato – in rappresentanza della mozione Bersani – Roberto Zaccaria, ex presidente della RAI e attuale parlamentare. Ha fatto un intervento molto informale, e dopo un po’ di simpatici salamelecchi è entrato nel vivo attaccando, prima indirettamente e poi in modo esplicito Ignazio Marino. “Dobbiamo ricordare che i nostri avversari sono fuori di qui” ha detto “per cui bisogna fare attenzione a non farsi del male”.
Fin qui, le banalità relativamente innocue.

Subito dopo, però, è entrato in medias res, ed è andato a parare sulla Calabria: “Ho letto sul ‘Fatto’ un’intervista in cui Marino ha fatto fuoco e fiamme accusando di brogli in Calabria” ha detto l’onorevole Roberto Zaccaria (le parole non le ho trascritte, ma il senso era questo). “Però poi come tutti sappiamo la commissione elettorale calabrese ha certificato che non c’è stato nessun broglio, e non ho visto da parte di Marino nessuna ritrattazione, che mi sarebbe invece parsa opportuna”.

Poi ha detto – e qui sintetizzo – che viviamo in un’emergenza democratica, e che lui sente il bisogno di gesti simbolici, tipo occupare per cinque ore il Parlamento, nientemeno.

Mi scuserete se non mi diffondo sulle presentazioni di Emanuele (Lele) Fiano per Franceschini e di Teresa Cardona per Marino, per concentrarmi su Zaccaria.
Dirò solo qualcosa di Lele, che stamattina parlava nel suo circolo anche in veste di candidato a segretario regionale: lo conosco da anni perché è un amico d’infanzia di Daniela, tanto che ci ha sposato circa 10 anni fa, e lo stimo molto, anche se penso che debba scegliersi meglio certi compagni di mozione, e in particolare quelli che se pronunciano la parola “laicità” devono subito correre a confessarsi in Vaticano.
Lo stimo da tempo, e oggi ha usato argomenti e parole convincenti, per cui non mi ha fatto pentire della decisione di votare per lui come segretario regionale. Non ho dubbi che Angiolini sia un’ottima persona e un ottimo candidato, che potrebbe fare molto bene, ma Lele mi dà ancor più garanzie, per cui applico a livello personale il metodo della laicità e opto per una scelta per conoscenza diretta che credo migliore di quella basata sul solo criterio dell’appartenenza.

Anche se sono candidato per la mozione Marino per partecipare eventualmente all’assemblea provinciale in cui saranno scelti – tra gli eletti di ciascuna mozione – quelli che andranno a Roma l’11 ottobre, e forse la prassi vuole che appoggi il mio candidato ufficiale anche alla Regione, è una libertà che rivendico con forza.

Al termine delle presentazioni c’è stata una pausa nel corso della quale molti si sono mi sono avvicinato al tavolo della presidenza, perché volevo poter chiedere conto a Zaccaria di una notizia molto importante che avevo trovato proprio sulla vicenda calabrese, che lui evidentemente ignorava. Ho chiesto se era già stata aperta l’iscrizione a parlare, e mi è stato risposto di no. Nessuno era ancora isctitto. Allora ho chiesto di essere iscritto a parlare, ma sono stato invitato a tornare a sedermi, cosa che ho fatto obbediente.
Dopodiché (mistero dei congressi di partito) ho scoperto che avrei parlato per undicesimo. Ad ogni modo Zaccaria non è rimasto neanche un minuto, per cui la stranezza è diventata irrilevante.
Avevo preparato un abbozzo di intervento in cui nei dieci minuti concessi intendevo parlare di varie cose, ma ho dedicato più tempo del previsto nell’introduzione personale, sul perché ero lì e da che storia provenivo. Il resto del mio intervento è bastato appena per la dichiarazione di voto e fiducia a Fiano (per dare forza alla sua battaglia anche nei confronti della parte più retriva della mozione Franceschini), con cui ho concluso, e con la dura requisitoria sulla questione morale.

Siccome so bene – per la lunga esperienza di mio padre Sergio Turone e le sue battaglie per onestà e trasparenza che gli erano valse la qualifica di “moralista” (con connotazione di “rompicoglioni”) da parte di molti personaggi poco limpidi – mi è sembrato importante chiarire ai “compagni e amici” del circolo che la versione che ci era stata propinata da Zaccaria è frutto di una brutta manipolazione, di cui Bersani è vittima o complice.

E mi è sembrato importante farlo con le parole di un senatore della Repubblica eletto nel PD, coordinatore in Calabria della mozione Franceschini: a riprova del fatto che tra il “rompicoglioni che vuole dividere” e la persona onesta che vuole far conoscere la verità il confine è spesso labile.
Ecco il testo che ho letto:

23-09-2009 – Calabria: non si placano i toni sui brogli nel PD

Non si spegne la polemica interna al Pd sulle presunte irregolarità congressuali in Calabria. Francesco Bruno, senatore che fa riferimento alla mozione Franceschini, polemizza in una nota con il coordinatore della mozione Bersani. “Penati – afferma – ha introdotto una nuova tecnica di garanzia processuale: l`autoassoluzione. Invece di riflettere su quello che stanno combinando in Calabria i suoi amici di mozione di Catanzaro, di Vibo Valentia e Reggio Calabria e sul gravissimo fatto che ben due candidati alla segreteria regionale del Pd e che lo stesso attuale segretario regionale rischiano di non poter partecipare al congresso del loro partito per l`inagibilità dello stesso, delle sue sezioni e del suo tesseramento il coordinatore della mozione Bersani tira fuori una dichiarazione lontana dalla realtà”. “Penati ci racconta infatti – prosegue Bruno – che i sospettati di irregolarità si sono auto-dichiarati non colpevoli, convocandosi da soli, senza ordine del giorno e con un anticipo di una sola ora, sebbene il sottoscritto, rappresentante della mozione Franceschini, avesse esplicitamente e formalmente diffidato dal tenere una riunione della commissione di garanzia senza ordine del giorno e con un avviso così breve. Comunque – conclude – a quanto risulta non si è affatto discusso delle questioni da noi sollevate”.

http://www.telereggiocalabria.it/news/1-cronaca/20128-calabria-non-si-placano-i-toni-sui-brogli-nel-pd.html

Mentre leggevo, un iscritto ha avuto lo stomaco di ironizzare sul termine “inagibile” (“nel senso che non avevano l’agibilità?”), ma non ho capito se era una facezia fuori luogo o il deliberato tentativo di ridere di me.
Ho sottolineato più volte, mentre leggevo, il fatto che era una denuncia gravissima, che proveniva da un senatore della Repubblica eletto nel partito di tutti, e appartenente alla mozione Franceschini. Questo per togliere armi a chi con ogni mezzo sta cercando di far passare Marino per il visionario che accusa a vanvera.

Devo dire che alla fine del mio intervento non sapevo se essere soddisfatto o meno, ma ho sentito altri fare riferimento alla Calabria, compreso il consigliere comunale David Gentili che ha fatto un accorato intervento citando più volte l’importanza di vigilare sulla questione morale, anche dopo il congresso. Salvo poi concludere che lui sta con Bersani.

Mentre mi passava vicino per andarsi a sedere gli ho chiesto: «Ma visto che la questione morale ti sta così a cuore, non ti preoccupa il fatto che ancora stamattina Zaccaria ci raccontasse quelle frottole?»

«Moltissimo» mi ha risposto. «Mi preoccupa moltissimo».
Sinceramente, non ho capito se mi stesse prendendo in giro (è chiaro che potrebbe essere una risposta standard in “politichese”). Magari anche lui si è sentito preso in giro, e in queste ore me sta chiedendo conto ai vertici della sua mozione.
Di sicuro, in ogni caso lui eviterà di insinuare che Marino deve ritrattare.

Zaccaria e Bersani non so…

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