Quanto è facile credere a Babbo Natale!

Ho un sacco di amici intelligenti, su Facebook.

Tra di essi, ne sto scoprendo in queste ore molti talmente affascinati dalla storia del cavaliere senza macchia che lotta contro le infide istituzioni accademiche e il governo (e i matusa, aggiungerebbe Elio) per riuscire a salvare la vita delle povere popolazioni a rischio di terremoto da non rendersi conto che proprio il drammatico terremoto costituisce la dimostrazione che l'”esperto” Giuliani non ha trovato alcun sistema per prevedere i sismi, grazie all’analisi delle emissioni di radon, con un anticipo di 6-24 ore, e con una precisione sufficiente a evacuare la popolazione.

Il punto, mi viene da pensare, è che è difficile accettare l’impotenza dell’uomo di fronte a certi avvenimenti.

Se poi c’è qualcuno che dice: “Aspetta, non è vero che dobbiamo accettare questa tragica realtà: io posso fare qualcosa” (e c’è quasi sempre) la tentazione di mettere in discussione la scienza ufficiale diventa irresistibile per molti.

Ieri era Di Bella, con la sua pretesa cura a base di ritrovati in precedenza considerati promettenti e poi scartati o ridimensionati. Oggi è il signor Gioacchino Giampaolo Giuliani, collaboratore tecnico non laureato dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario di Torino che non ha mai avuto a che fare professionalmente con i terremoti a scuotere l’Italia.

Ierl la parola d’ordine era “somatostatina”, oggi è “radon”.

E così molti chiedono, con apparente ragionevolezza: “Perché la scienza ufficiale non vuole valutare criticamente, senza preconcetti, le ricerche di Giuliani sul Radon?”

Il perché è semplice: perché non è così che funziona la scienza (che non è priva di umani difetti, ma funzionare funziona). Giuliani forse non lo sa perché non è laureato, ma da che mondo è mondo gli scienziati sono innamorati delle proprie ipotesi e dei propri esperimenti. E siccome chi è innamorato è un pessimo giudice, se uno vuole che la sua ipotesi divenga scientifica chiede a chi studia le stesse cose di metterla alla prova. Lo fa pubblicando sulle riviste.

E così che ha fatto chi per primo ha pensato che le emissioni di radon potessero essere usate come precursori delle scosse sismiche.

Lo ha fatto quando io non avevo ancora l’età che ha mia figlia ora, nel 1973 (Earthquake Predictions: Breakthrough in Theoretical Insight? Allen L. Hammond Science 25 May 1973 180: 851-853 [DOI: 10.1126/science.180.4088.851], scaricabile con abbonamento):

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Dopo di allora, molti scienziati hanno studiato il radon, ma nessuno è stato capace di usarlo per prevedere con sufficiente precisione quando, dove e con quale intensità avrebbe colpito un terremoto.

Non lo ha fatto neanche Giuliani, col sisma che ha colpito la città in cui si trovava: quale occasione migliore per consegnare a un notaio una busta con la sua previsione precisa qualche ora prima che il sisma colpisse?

Avrebbe superato qualsiasi ostracismo della comunità accademica, e si sarebbe anche evitato un processo per procurato allarme.

A qualcuno risulta che lo abbia fatto?

E se non lo ha fatto, qualsuno sa dirmi perché?

Temo che ci torneremo su.

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