Il nuovo decreto sicurezza: è il tuo avvocato che ti denuncia

Ho visto online la prima parte della puntata di Otto e Mezzo con Gino Strada, in cui parlando del famigerato “decreto sicurezza” l’ex commissario straordinario alla sicurezza nonché attuale deputato del PDL Maurizio Scelli ha detto che secondo lui la sicurezza viene prima della deontologia professionale dei medici.

Gino Strada ha replicato, pacatamente, che Scelli fa il politico, e comunque viene dalla professione di avvocato, per cui la sua posizione personale non ha nulla a che vedere con quella del medico che ha prestato il giuramento di Ippocrate.

E a me è venuto in mente un emendamento che permetterebbe – almeno nella logica perversa dell’attuale governo – di aumentare ancora il contrasto alla criminalità, nel nome della tanto sbandierata sicurezza.

Bisognerebbe istituire per ogni tribunale un numero verde (o un indirizzo di posta elettronica) al quale tutti gli avvocati d’Italia sarebbero invitati a fornire – protetti dall’anonimato – una soffiata con tutte le informazioni utili a incastrare i loro clienti, quando dovessero sospettare che siano davvero colpevoli.

Se poi avessero le prove concrete della loro colpevolezza, meglio ancora: si potrebbe inviare un corriere espresso con spedizione a carico del destinatario (così si fa anche a meno dei magistrati e delle loro spese folli).

Sono sicuro che qualche esponente del governo esulterebbe di fronte a una simile proposta.

Non sono però sicuro che Berlusconi la penserebbe allo stesso modo.

E’ un garantista, lui.

5 Risposte

  1. A me è venuto in mente che un medico può anche proclamarsi obiettore di coscienza (con tanto di certificato) e non obbedire a una legge dello stato – quella sulla denuncia degli extracomunitari. Fra l’altro la coscienza che obietta sarebbe la sua personale, non quella di un indeterminato papato o di una fede difficile da afferrare. D’altronde anche gli obiettori che non praticano aborti semplicemente si astengono da un’azione. E allo stesso modo farebbero i medici obiettori di denuncia. O no?
    Marco

    • Il guaio è che una volta eliminato il divieto di divulgare i suoi dati personali, o il clandestino conosce personalmente quello specifico medico (e tutti gli infermieri e gli impiegati amministrativi dell’ospedale) e sa per certo che non lo denunceranno, oppure preferirà stare alla larga da un posto in cui rischia di essere segnalato/denunciato (e di conseguenza estradato: sennò che lo inventano a fare il reato di immigrazione clandestina?).
      Avrà due possibilità: sperare di guarire da solo (trascinandosi in giro per le città con tutto il suo corredo di agenti patogeni in sviluppo incontrastato) oppure rivolgersi a “strutture sanitarie” clandestine, dove magari a caro prezzo gli daranno un’assistenza di chissà che tipo.

      Purtroppo basta uno zelante denunciatore (non necessariamente medico) a rendere pericoloso per gli immigrati clandestini un intero ospedale.

      Per questo non va toccato il divieto ora in vigore.

  2. Giusto, ma io parlavo dal punto di vista ideale. Se io posso obiettare sull’aborto, perché non sulla denuncia. O, se per questo, su qualunque altra cosa, come una dichiarazione giurata. In fondo, la mia legge vale di più della legge degli uomini. O no?

  3. Beh, sull’obiezione di coscienza siamo d’accordo.

    Però mi sembra che in questo contesto sia un discorso distinto da quello che sta a cuore a me.

    Anche se passasse il decreto io sono quasi sicuro che non ci saranno processi ai medici che non denunciano i clandestini.

    Sarebbe un polverone inutile, e questo governo ama invece le soluzioni ipocrite e di facciata.

    Possono evitare di denunciare anche tutti i medici e il 99% degli infermieri (per non parlare degli impiegati amministrativi), ma ne basta uno per vanificare tutto: il clandestino viene denunciato, giornali e televisioni ne parlano con risalto, e nessun altro clandestino va più a farsi curare.
    Loro sono contenti perché pensano di aver soddisfatto il loro elettorato forcaiolo, anche se hanno un approccio assai miope, e se ne fregano anche delle preoccupazioni degli esperti di sanità pubblica:
    https://presenteduepuntozero.wordpress.com/2009/02/26/dallistituto-superiore-di-sanita-preoccupazione-per-la-denuncia-dei-clandestini/

  4. Bisogna far sapere che ci sono piu’ di 2500 ragazzi che nel 2008 hanno conseguito l’ idoneita’ al corpo dei carabinieri tramite concorso pubblico riservato ai vfp1 e che oggi rischiano di non rientrare nell’ organico ma molto probabilmente,lo stato vorra’ indire un nuovo concorso con conseguente spreco di denaro pubblico, questa e’ l’italia poi dicono che c’ e’ crisi, i soldi pero’ a quanto pare si sperperano!!!!

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