Per sicurezza, offri un dito a Maroni

Mi è arrivata per posta elettronica questa significativa immagine di una simpatica campagna di “Pubblicità Progresso” da diffondere!
Mi auguro che contribuisca a far stare meglio il ministro dell’Interno Roberto Maroni, che tanto si preoccupa per la sicurezza dei bambini ROM dei campi nomadi.
Impronte ai bambini? Per sicurezza, offri un dito a Maroni.

Impronte ai bambini? Per sicurezza, offri un dito a Maroni.

Siccome alla sicurezza ci tengo, fatemi sapere se è utile che mi sacrifichi anche io e offra il mio dito alla nobile causa.

10 Risposte

  1. e poi non si dica che non c’e’ collaborazione!

  2. Non sono razzista e non sono leghista.
    Ma la proposta di schedare i minorenni ROM la trovo ineccepibile.
    Se tu commetti un reato a Palermo, anche se sei di Naviglio Grande, con la tua auto, sei facilmente rintracciabile dalle Forze dell’Ordine perché sei schedato (oppure il bene di tua proprietà è schedato).
    Questa “schedatura” è (dovrebbe essere) una garanzia per l’incolumità degli altri (non puoi schiacciare sotto le tue ruote il primo palermitano che ti capita… è un esempio, eh?).
    Ma se un ROM ti mette sotto la nonna, come si fa a rintracciarlo? Non hanno carte di identità, passaporti, nulla di nulla… E non chiudiamo gli occhi perché la tratta dei bambini – tra di loro pure, vedi recente caso in provincia di Napoli – esiste.
    Come proteggere quindi i bimbi ROM da questi pericoli?
    Mi trovate voi una soluzione più efficace?
    Se questa gente “non esiste” farà quello che vuole (e infatti lo fa già, visto che le generalità fornite dopo l’arresto dopo ogni reato sono false). Hai voglia, poi, a spiegare alla povera mamma (altro tragico esempio) di Denise Pipitone che l’ennesima segnalazione (leggasi perdita di tempo nelle indagini) era un falso allarme… Un falso allarme che non ci sarebbe stato se esistesse una schedatura di quei bambini (da mandare obbligatoriamente a scuola: così c’è la vera integrazione!) che ora sono solo piccoli esseri nelle avide mani dei loro genitori (avete letto cosa succedeva a Roma ai bimbi che non si dimostravano scaltri e redditizi nei furti? I loro genitori minacciavano di picchiarli o di farli violentare dai nordafricani… che bello schifo!).
    Insomma, qualcosa va pure fatta per tutelarli.
    Tutelando loro, tuteliamo i nostri figli. Ricordatelo.

  3. Mi fa piacere che a nessuno piaccia essere definito razzista: ci sono anche quelli che teorizzano differenze significative tra ipotetiche razze umane, in realtà inesistenti dal punto di vista scientifico (la razza umana è una).

    Ciò non toglie che il tuo discorso parte da un presupposto errato: che il discorso che può valere per quei nomadi che vanno in giro senza documenti commettendo reati valga per tutti i Rom.

    E’ come se dicessimo che siccome la mafia è siciliana, e la mafia fa un sacco di brutte cose, allora è utile prendere le impronte a tutti i bambini siciliani.

    In realtà la maggioranza del Rom e dei Sinti in Italia è fatta non solo da brave persone, ma da brave persone che hanno un regolare documento, che regolarmente mostrano ai regolari controlli di polizia.

    Se il provvedimento di Maroni avesse avuto in mente davvero l’obiettivo che è stato poi dichiarato avrebbe riguardato “tutti i minorenni (ma a quel punto anche i maggiorenni) circolanti in Italia senza un valido documento d’identità” (tu stesso parli dei nordafricani: non sono mica Rom loro…

    D’altra parte, se al momento dell’arresto in flagrante di un delinquente la polizia davvero non ha strumenti per identificarlo con certezza, come può farlo al momento del “censimento”?

    Semmai, quello che è già complicato fare sul singolo delinquente diventerà ancor più complicato sulla massa di persone senza documenti (secondo le stime che ho letto, il 10% circa dei Rom e Sinti in Italia, mentre appunto il 90% ha documenti e in gran parte è cittadino italiano).

    E poi, dimentichi che a Napoli i questionari del “censimento” prevedevano anche di dichiarare “etnia” e “religione”: se non è malafede razzista è un pericolosissimo mix di ignoranza e stupidità.

    Il problema vero è che le attuali forze di governo sono specializzate nel prendere provvedimenti demagogici, che fanno una gran bella figura sui gornali ma poi non ottengono ovviamente i risultati promessi.
    Il problema è che in questo caso prevedono anche una formalizzazione dell’intolleranza su base etnica, per cui il provvedimento preso dichiarando che è contro la delinquenza in realtà è contro una minoranza etnica che già il popolo ignorante tende a identificare con i delinquenti al suo interno.

    Come accade ai siciliani onesti identificati con la mafia (e perdona l’insistenza, che mi è venuta in mente per il tuo riferimento a Palermo, ma mi pare calzante): mettere tutti in fila per le impronte significa delegittimare e umiliare gli onesti che da sempre gridano di non voler essere accomunati ai disonesti.

  4. l problema vero è che le attuali forze di governo sono specializzate nel prendere provvedimenti demagogici, che fanno una gran bella figura sui gornali ma poi non ottengono ovviamente i risultati promessi.
    Il problema è che in questo caso prevedono anche una formalizzazione dell’intolleranza su base etnica, per cui il provvedimento preso dichiarando che è contro la delinquenza in realtà è contro una minoranza etnica che già il popolo ignorante tende a identificare con i delinquenti al suo interno.

    Ecco, hai centrato il problema.
    Io non dico che sia un provvedimento giusto o perfetto, ma almeno è già un fare qualcosa… se poi a Napoli utilizzano schede di stampo razzista… beh… è un loro gravissimo errore che non inficia almeno l’iniziativa, se mi permetti.
    Ripeto: l’importante è cominciare a capire “chi sono”, “quanti anni hanno”, “quanti figli hanno”.
    Applicare poi il metodo di censimento (o schedatura che dir si voglia) non è facile ed ovviamente è sempre soggetto a critiche.

  5. Dal 2010 tutti quanti dovranno lasciare le impronte, visto che c’era tanta voglia di darle. Maroni è una volpe e ha preso tutti i piccioni con una fava. Italiani, extracomunitari e rom, tutti con le mani nell’inchistro.

    Viva Maroni e la Lega che hanno saputo sfruttare al massimo la situazione.

    Ora ditemi dove cazzo sta questa discriminazione delle impronte?

  6. Noi cittadini italiani siamo facili da identificare, tutti i nostri beni e le nostre identità sono registrate in un infinità di archivi, ma per chi è nomade come si fa?
    Prendere le impronte ai membri di una sola etnia (parlo da elettore del PDL) mi ricordava una schedatura tipica di un regime che qui ha già fatto i suoi danni.
    Chiedere le impronte di tutti i cittadini, invece, mi sembra molto più corretto ed accettabile. Infondo non la vedo come una grossa violazione della privacy, ma come un atto necessario per l’identificazione.
    Mi piacerebbe sapere come la vedi tu questa seconda possibilità.
    Ciao

  7. Noi cittadini italiani siamo facili da identificare, tutti i nostri beni e le nostre identità sono registrate in un infinità di archivi, ma per chi è nomade come si fa?

    A) Molti Rom – sottoposti a queste misure – sono anche cittadini italiani (circa il 70%).

    B) Oltre ai Rom nomadi, ci sono in giro in Italia tantissimi cittadini con documenti non in regola o senza documenti: perché non pensare a un provvedimento generale su tutti?

    C) Io davvero non capisco perché il censimento generalizzato (sui soli Rom, ma esteso a tutti, onesti e disonesti, con documenti e senza) dovrebbe riuscire dove fallisce la polizia quando arresta qualcuno senza documenti. Se è vero, come dicono alcuni, che molti delinquenti vengono arrestati più volte e dànno sempre generalità false ogni volta diverse, perché la polizia non comincia con il “censire” loro (e magari i loro figli)?
    Se sono stati arrestati le impronte digitali gliele hanno prese.

    Sull’estensione a tutti i cittadini del provvedimento mi sembra il male minore, anche se apre la strada al prelievo di materiale genetico per una bella schedatura del DNA, e quella sì che sarebbe una gravissima jattura.
    Non bisogna dimenticare che viviamo in un paese in cui qualunque malintenzionato è in grado di rubare dati sensibili da qualsiasi database.

    Comunque, ai Rom le impronte vengono prese ora, mentre per i cittadini italiani se ne parla nel 2010 (e fanno in tempo a cambiare tante cose, da qui al 2010). Fino ad allora, e ammesso che davvero a gennaio 2010 le prendano a tutti, ci sarà una discriminazione su base etnica di molti cittadini italiani (il 70% dei Rom in Italia) e stranieri (il restante 30%).

    Spero che la marcia indietro del governo sia un segnale del fatto che è una discriminazione destinata a rientrare, e non a essere seguita da altre discriminazioni più gravi, ma l’ambiguità di certe posizioni che ancora Maroni sostiene mi suggerisce di non abbassare la guardia.

  8. Non bisogna dimenticare che viviamo in un paese in cui qualunque malintenzionato è in grado di rubare dati sensibili da qualsiasi database.

    Sante parole.

  9. ma vaffanculo comunista di merda

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