Gli eccessi sugli iceberg aprono la strada al business?

La vicenda dell’Iceberg che si è staccato dalla banchisa suscitando preoccupazione, e in qualche caso allarmismi sproporzionati, come spesso accade in tutto il mondo, Italia compresa, ha dato al “Giornale” l’occasione per ospitare un articolo critico, che merita però una critica assai più severa.

Scrive infatti Franco Battaglia nelle prime righe:

È bene avvisare subito i lettori che la scienza ha già dimostrato che col riscaldamento globale l’uomo non c’entra, come fa fede il Rapporto del N-Ipcc – presentato a New York lo scorso 3 marzo e naturalmente ignorato dal Tg1 – dall’inequivocabile titolo: «È la natura e non le attività umane a governare il clima». L’N-Ipcc è un organismo scientifico internazionale, simile all’Ipcc ma privo del controllo politico dei governi (la «N» sta per «non-governativo»), di cui fanno parte fisici dell’atmosfera, geologi, climatologi e scienziati di scienze affini.

L’articolo l’ho trovato grazie a una segnalazione pubblicata a commento di un post del blog “Progetto Galileo”, che giustamente aveva fatto notare varie incongruenze nelle corrispondenze dei quotidiani sull’argomento.

Lì si faceva notare che l’articolo è categorico, ma la frase che ho citato non è solo categorica: è una boiata pazzesca (non so se in buona fede).

E’ assai raro che la scienza dimostri o smentisca in modo inequivocabile nulla, e davvero è difficile accettare l’idea che possa averlo fatto su un argomento controverso come il mutamento climatico.

Io premetto che non ho competenze in tema di clima, ma ne ho qualcuna in tema di manipolazione della stampa e della pubblica opinione, in cui tipicamente chi vuole difendere interessi economici minacciati da una teoria scientifica utilizza un paravento con credenziali scientifiche molto più apparenti che reali, e che spesso vive di finanziamenti provenienti da parti in causa.


Consiglio (anche a Franco Battaglia, che non conosco) la lettura della pagina dedicata al report pubblicato da questo “panel” dal sito SOURCEWATCH – Your guide to the names behind the news (la tua guida ai nomi che stanno dietro le notizie), che scrive, tra le altre cose (la traduzione è mia):

La conferenza internazionale sui mutamenti climatici del 2008 si è tenuta al Marriott New York Marquis Times Square Hotel di New York tra il 2 e il 4 marzo. La conferenza è stata organizzata e “sponsorizzata” dall’Heartland Institute, una “think tank” statunitense che negli scorsi anni ha ricevuto sostanziosi finanziamenti dalla Exxon per il suo lavoro nello sminuire il significato del riscaldamento globale.

Poi cita due articoli del Washington Post e del New York Times che guarda caso non sono giunti alla conclusione di Battaglia, e al contrario hanno sottolineato come questo Panel sia composto da una ventina di persone appena, neanche tutte con competenze scientifiche.

E qui viene da chiedersi se sia solo ingenuità quella che porta alcuni a trasformare – come fa l’articolo del Giornale – la legittima critica sui toni esagerati usati da tanti mass-media su uno specifico iceberg in una critica che presenta come non scientifiche le posizioni più diffuse e condivise in tema di riscaldamento globale e viceversa come “dimostrazione scientifica” il documento prodotto in un week-end in un costoso hotel di Manhattan da una ventina di speaker invitati a presenziare con soggiorno pagato e gettone di 1.000 dollari a testa.

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