Spaghetti: scienza o religione?

Un interessante e assai divertente post di Dario Bressanini mi ha permesso di scoprire che il comportamento meccanico degli spaghetti è studiato da sempre in modo più o meno scientifico.

Dario riferisce di uno studio in cui due ricercatori parigini hanno spiegato con un elegante modello matematico perché gli spaghetti sottoposti a una flessione assai spesso si spezzano in tre o più pezzi.

Basile Audoly e Sebastien Neukirch dell’università parigina Pierre e Marie Curie, in un recente articolo pubblicato sul Physical Review Letters, sostengono di aver risolto il problema, costruendo un modello matematico della dinamica di uno spaghetto.

I due ricercatori hanno scoperto che, quando la curvatura dello spaghetto raggiunge un valore critico, questo si rompe, proprio come ci si aspetterebbe, in due pezzi.

A questo punto si potrebbe immaginare che i due frammenti si “raddrizzino”. Invece sorprendentemente, questa prima rottura genera un’onda che si diffonde lungo i due frammenti. Invece di smorzarsi rapidamente, l’onda aumenta la curvatura dei due frammenti generando ulteriori fratture, che a loro volta possono generare delle altre onde e produrre altri frammenti.

I molti commenti fioccati, in cui parecchi lettori hanno fatto pubblico “coming out” ammettendo di aver passato lunghe ore a spezzare spaghetti per diletto, con un atteggiamento tra lo scientifico e il mistico, mi hanno fatto pensare a un misconosciuto culto che ha molti adoratori in tutto il mondo: la Chiesa del Flying Spaghetti Monster.

Flying spaghetti Monster

Un’ennesima contrapposizione tra scienza e religione?

Una volta tanto no, o meglio non è nuova: è una simpatica parodia creata qualche anno fa per sottolineare l’infondatezza scientifica del cosiddetto “Disegno Intelligente“, la teoria pseudo-scientifica creata negli Stati Uniti per cercare di imporre l’insegnamento del creazionismo nelle scuole, accanto alla teoria dell’evoluzione di Darwin.

Un aspetto religioso, però, lo si può ancora trovare nell’eresia evidentemente commessa da Barilla per soddisfare i gusti dei consumatori francesi (che in maggioranza sono abituati alla pasta di grano tenero, e in molti casi amano stracuocere quella di grano duro): l’esperimento è stato fatto non solo con spaghetti n° 7, ma anche n° 5 e addirittura n° 1 (che forse noi chiameremmo “capelli d’angelo”, e ricaschiamo nel culto…).

Per uno come me che a Milano soffre perché non si trovano gli assai più consistenti vermicelli (n° 8), l’idea che si chiamino spaghetti dei fili di pasta così impalpabili è una vera bestemmia…

2 Risposte

  1. In effetti il numero 1 non l’ho mai neanche visto in vendita in Italia.
    Pero’, dai, in un qualsiasi supermercato trovi anche il 9🙂
    Mi sono stupito anche io dell’outing🙂 , ma ripensandoci lo capisco: se passi due ore a instupidirti con la playstation “sei figo”, se passi due ore a fare esperimenti “sei un nerd”🙂 e quindi e’ meglio confessarlo solo in luoghi adatti al culto😀

    ciao Dario

  2. da buon Pastafariano quale io sono😀 , ti consiglio di leggere il “Libro Sacro del Prodigioso Spaghetto Volante” scritto dal “profeta” Bobby Henderson (edito da Mondadori, collana Strade Blu, 15€ (ma io l’ho trovato a nove al Libraccio))

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