Affari miei!

Dal blog del mio amico Paolo Valdemarin, blogger molto esperto di nuove tecnologie e relative implicazioni, apprendo che Twitter ha aggiunto una nuova funzione. Per i molti che non lo sapevano già, Twitter è un servizio online che permette agli iscritti di far sapere a chiunque lo desideri – e in ogni momento – che cosa stanno facendo.
In poche righe, magari spedite via cellulare o palmare da una sala d’attesa in aeroporto (o in quella del dentista).
Quando ne ho sentito parlare per la prima volta mi è venuto in mente Michele Serra, che sullo storico settimanale satirico “Cuore” aveva inventato la rubrica “Mai più senza” (e ho appena scoperto che online c’è la scansione con quella del primo numero).
Poi ho visto che un’opzione analoga è proposta anche sul sito di social networking Facebook, e io stesso l’ho usata per far sapere a una platea selezionata di “friends” che sto lavorando a un articolo sull’aborto, oppure che sono felice per l’ultima vittoria dell’Inter o ancora che mi interrogo sulle imminenti elezioni politiche, senza bisogno di argomentare o fornire dettagli.


Ora ho scoperto che Twitter (che finora non ho mai usato) ha introdotto un’opzione che prima non c’era: se voglio posso far sì che solo quelli che io ho accettato di considerare miei amici accedano alle informazioni su dove sono e cosa sto facendo (come avviene per il mio profilo su Facebook).

Facebook vs. twitter

Il commento di Paolo (che traduco dall’inglese perché lui lo ha scritto solo nel suo blog a carattere internazionale, e non in quello per i conterranei meno avvezzi alle lingue) mi ha fatto riflettere: “Attivando la funzione ‘proteggi i miei aggiornamenti’ mi pare di aver trasformato Twitter da una piattaforma di publishing a uno strumento di social networking. […] Se ho qualcosa da dire pubblicamente lo scriverò qui” (ho lasciato in inglese le espressioni impossibili da tradurre senza tradirle, anche perché in inglese sembrano contenere un sacco di promesse che non sempre mantengono).
In sostanza, riflettevo sul fatto che ci sono un sacco di cose su queste moderne diavolerie che devo ancora capire.
Ovviamente il cosiddetto “social networking” è un argomento su cui tornerò.

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