Telelavorare stanca

Avere in casa un computer può essere molto comodo, o così almeno si dice spesso: uno può fare un sacco di cose mentre cuoce l’arrosto o va la lavatrice, e anche mentre i bambini guardano la tv o fanno i compiti, o mentre dormono.

Il problema è che sempre più spesso anziché accorciare la giornata lavorativa ampliando gli spazi per tutto il resto, i lavori cui basta un computer collegato a Internet rischiano di invadere tutto, come l’erba cattiva.

Controllare la posta elettronica (e magari seguire i blog e i siti di news più amati) diventa un’ossessione, e persino le vacanze vengono decise anche in funzione della presenza di una connessione comoda alla rete (perché non si sa mai).

Ora un’indagine americana (e si sa che gli americani sono sempre avanti su tutto, nel bene e ancor più nel male) rivela che il lavoratore medio ormai considera normale giungere stremato alla fine della giornata, anche perché dopo aver passato una media di 9,5 ore al giorno in ufficio sbriga anche altri lavoretti a casa, in media per 4 ore e mezzo alla settimana.
A questo si aggiungono poi TV e le varie attività ludiche e sociali (con o senza computer).

La National Sleep Foundation, che ha svolto l’indagine, segnala con preoccupazione il fatto che quasi due americani su tre (il 63%) prendono atto del fatto di essere spesso assonnati durante la giornata lavorativa e tirano diritto, sperando di non crollare addormentati al volante.

“La gente pensa: ‘Se riesco a lavorare per più ore nella giornata combinerò di più’, ma non è vero” ha spiegato alla Reuters Mark Rosekind, esperto di ricerche sul sonno che ha contribuito a ideare l’indagine.

Al contrario, quando questo interferisce con il sonno la produttività e la qualità della vita rischiano il tracollo: un’altra indagine recente condotta dai Centers for Disease Control di Atlanta su quasi 16.000 persone ha confermato l’associazione tra un sonno insufficiente e l’insorgenza di condizioni come obesità e ipertensione, e con un aumento di rischio di ictus, malattie cardiovascolari, diabete e depressione.

Il dubbio, insomma, è che nell’era del computer e del telelavoro occorra anche rivedere certi modi di dire.

Chi dorme troppo poco non piglia pesci, e spesso si ammala.

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