Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti…

«Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.

«Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.

«Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico.

«In Italia è diventato il capo del governo.

«Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare».

Elsa Morante

(Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a Mussolini)

PS.: Le persone che ricevono la presente comunicazione hanno l’obbligo civile e morale di divulgarla ad altre persone

SCOOP: Ecco svelato il segreto sulla “relazione stabile” di Berlusconi

Culetto Rosa: ecco il nome e un’immagine rubata di quella che, secondo autorevoli indiscrezioni, è la passione segreta che ha portato alla rottura definitiva tra Veronica Lario e Silvio Berlusconi, su cui l’Italia intera si interroga da ieri.

 

In effetti, secondo alcune malelingue nella relazione di Berlusconi non sembra essere stabile neanche il Rosa: qualunque colore va bene, purché sia abbastanza giovane da meritare il vezzeggiativo.

Chi: Il gossip al servizio della politica

Oggi leggo sui giornali che Silvio Berlusconi in persona avrebbe avvertito il Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo che il video in cui appare seminudo in una situazione molto compromettente era stato offerto ai suoi giornali di gossip (il fidato «Chi», in particolare).

Nella telefonata, riferiscono le cronache, Berlusconi ha rassicurato Marrazzo che i giornali della Mondadori non lo avrebbero pubblicato.

E io mi chiedo – da giornalista – perché?

E’ ovvio che gran parte dei pretesi «scoop» in stile Corona sono cose fasulle concordate tra “Vip”, agenti e fotografi per far parlare di sé, ma mi risulta che ci sia anche una parte di gossip – per esempio sulle serate in discoteca del calciatore spompato, o sulla soubrette ingrassata – che si nutre proprio di fotografie e video rubati, che danno sostanza e credibilità anche a una marea di insinuazioni in gran parte inventate ad arte.

Feltri, poi, è un campione quando si tratta di spacciare per «documenti» delle mefitiche porcherie visibilmente taroccate o di nessun valore, pur di abbattere il nemico politico.
Nel nome del “diritto di sapere”, spesso invocato anche dagli inventori di pettegolezzi

Ma con Marrazzo no.

Nel caso di Marrazzo c’è un direttore di giornale (Alfonso Signorini) che riceve un’offerta che deve sembrargli molto ghiotta.

Però non la pubblica (secondo le cronache neppure l’acquista) perché consulta il suo editore – avversario politico del politico di primo piano ritratto nel video compromettente – e insieme decidono di non pubblicare il video, né articoli illustrati da qualche bel fermo immagine scelto con maestria.

Addirittura Berlusconi si prende la briga di telefonare a Marrazzo per informarlo e rassicurarlo, dicono le cronache.
Va da sé che indirettamente fa anche sapere a Marrazzo che lui conosce la sua “debolezza”.

C’è un altra informazione – forse implicita, forse no: con quel video «Chi» avrebbe venduto di sicuro un sacco di copie, come capisce bene chiunque.

Ma Berlusconi è generoso: non sono altri soldi che vuole, e c’è sempre tempo per sdebitarsi.

Del fatto che nel video fosse ritratta un’auto di servizio della Regione Lazio, che sembra Marrazzo usasse per farsi accompagnare, non si è probabilmente accorto nessuno.

Non sono queste le cose che interessano ai giornalisti (anche se c’era addirittura un fermo immagine)…

P.S. Sarebbe bello che i vari Signorini e Belpietro provassero a spiegare perché ora dicono che quel video era «impubblicabile»: l’unica spiegazione che viene in mente a me è che si capisse che c’era qualcosa di molto losco. Se è così, avrebbe dovuto essere una ragione di più per investigare, o per denunciare alle autorità…

Checco Zalone: la vera informazione su Berlusconi

Per dire certe cose in prima serata ci vuole fegato (e per dirle così ci vuole talento): MILLE APPLAUSI e un ENORME GRAZIE al grande Checcho Zalone!

L’Italia ostaggio dei comunisti (falsi e bugiardi)

Prima o poi verranno fuori i liberal-comunisti (con i loro cugini liberist-comunisti), i repubblican-comunisti, gli islamo-comunisti i giudeo-comunisti e anche i buddist-comunisti, per non parlare di legaiol-comunisti, capital-comunisti, monarchico-comunisti, clerico-comunisti, fascio-comunisti e nazi-comunisti.

L’Italia ne è piena.

Che cos’hanno in comune? Controllano la stampa e la televisione, le sinagoghe, le moschee e le chiese, e complottano tutti, nell’ombra, contro Berlusconi e contro la Verità.

(Ah, se solo non ci fossero così tanti motivi per preoccuparsi…)

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