Questo PD che vuole morire di morte lenta

Dopo l’esito delle primarie che hanno eletto Bersani segetario (con D’Alema in un ruolo implicito di manovratore occulto), avevo deciso di riflettere per qualche mese: pur essendo straconvinto della bontà delle idee portate avanti da Ignazio Marino, la decisione di prendere la tessera del PD era stata a dir poco sofferta, e mi pareva stupido agire d’impulso.

Prima la scelta di Filippo Penati come candidato alle prossime elezioni regionali, poi le ultime prese di posizione di D’Alema e Latorre in tema di inciucio mi fanno condividere dalla prima all’ultima riga questo bellissimo post con cui un neo-iscritto del PD annuncia a Ignazio Marino la propria rinuncia (Canto di Natale: lettera aperta a Ignazio Marino).

Anche la vita nel mio circolo, il Circolo del Giambellino a Milano, mi aveva fatto entusiasmare su alcuni progetti molto concreti, di “politica terra terra”, condivisi con un gruppo di persone con cui è piacevole confrontarsi e lavorare. Per continuare a colmare la distanza tra il partito e “il mondo reale” ho messo anche in piedi il sito del circolo e il gruppo su Facebook, creando le condizioni perché il circolo assumesse un’identità più distinguibile all’esterno, anche per chi non ha intenzione di passare tutte le sue serate del martedì a cercare di capire che cosa bolle in pentola. Ora aspetto di capire se il rinnovo degli organi direttivi del circolo sarà l’occasione per usare questi strumenti in modo più consapevole e coinvolgente.

Il post con cui oggi Ignazio Marino stesso dice la sua invitando a resistere e a farsi sentire (Un partito delle idee, non degli inciuci) può aiutarmi a sospendere la decisione ancora per un po’, ma il vero banco di prova – per quanto mi riguarda – sarà l’imminente elezione del circolo, perché è nel circolo che intendo provare a darmi da fare, sempreché ci sia spazio, sulle cose concrete.

Parafrasando Georges Brassens (qui nella traduzione di Fabrizio De Andrè, poco sotto nell’originale che mi piace di più): se proprio devo morire di morte lenta preferisco farlo per le mie idee piuttosto che per sostenere qualcuno che è pronto a sacrificare le proprie idee – e le mie – nel nome della permanenza nei dintorni del potere.

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