Poveri pesci, avvelenati fin da piccoli dal DHMO

1 04 2008

E’ un killer invisibile, che penetra ovunque e di cui si trovano quantitativi più o meno abbondanti in ogni angolo del pianeta. Il complesso nome chimico è Monossido di Diidrogeno, in sigla inglese DHMO.
Come spiega nel suo blog Dario Bressanini, citando il “Material Safety Data Sheet“:

Il Monossido di Diidrogeno è un prodotto non regolamentato, ma reagisce violentemente con alcuni metalli, come il sodio e il potassio. Con il fluoro e con alcuni agenti disidratanti come l’acido solforico. Forma un gas esplosivo con il carburo di calcio. Si raccomanda di evitare il contatto con materiali di cui non si sia prima verificata la compatibilità.

E più avanti:

  • E’ il componente principale delle piogge acide.
  • Contribuisce all’effetto serra
  • Contribuisce all’erosione del suolo e dei paesaggi naturali
  • Viene usato ampiamente negli impianti di produzione dell’energia nucleare
  • Viene utilizzato come solvente industriale
  • E’ stato ritrovato nelle cellule tumorali di pazienti terminali
  • Può causare ustioni anche di terzo grado

Raccomando a tutti la lettura dell’ampio e circostanziato post di Bressanini, capace di togliere finalmente il velo da questa minaccia ubiqua e in grado di evocare scenari talmente inquietanti da far scorrere un brivido gelido lungo la schiena: una vera doccia fredda.

In Nuova Zelanda - in cui la sostanza è stata trovata in enormi quantità in molti prodotti ittici venduti liberamente nei supermercati - una parlamentare ha già aderito alla campagna per la messa al bando, e sarebbe bello sapere che cosa ne pensano i candidati premier nostrani.





Spaghetti: scienza o religione?

27 03 2008

Un interessante e assai divertente post di Dario Bressanini mi ha permesso di scoprire che il comportamento meccanico degli spaghetti è studiato da sempre in modo più o meno scientifico.

Dario riferisce di uno studio in cui due ricercatori parigini hanno spiegato con un elegante modello matematico perché gli spaghetti sottoposti a una flessione assai spesso si spezzano in tre o più pezzi.

Basile Audoly e Sebastien Neukirch dell’università parigina Pierre e Marie Curie, in un recente articolo pubblicato sul Physical Review Letters, sostengono di aver risolto il problema, costruendo un modello matematico della dinamica di uno spaghetto.

I due ricercatori hanno scoperto che, quando la curvatura dello spaghetto raggiunge un valore critico, questo si rompe, proprio come ci si aspetterebbe, in due pezzi.

A questo punto si potrebbe immaginare che i due frammenti si “raddrizzino”. Invece sorprendentemente, questa prima rottura genera un’onda che si diffonde lungo i due frammenti. Invece di smorzarsi rapidamente, l’onda aumenta la curvatura dei due frammenti generando ulteriori fratture, che a loro volta possono generare delle altre onde e produrre altri frammenti.

I molti commenti fioccati, in cui parecchi lettori hanno fatto pubblico “coming out” ammettendo di aver passato lunghe ore a spezzare spaghetti per diletto, con un atteggiamento tra lo scientifico e il mistico, mi hanno fatto pensare a un misconosciuto culto che ha molti adoratori in tutto il mondo: la Chiesa del Flying Spaghetti Monster.

Flying spaghetti Monster

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Senza filtro, please (ricerca a km zero)

9 03 2008

Oggi mi sono imbattuto in un blog interessante, caratterizzato da un titolo molto impegnativo.

Ci sono arrivato seguendo uno di quei percorsi creati dalle “tag clouds”, ovvero quei raggruppamenti di parole-chiave in cui le più usate appaiono più grandi (le ho messe anche qui nella colonna a destra), mentre cercavo aggiornamenti sulla scandalosa vicenda a seguito della quale la nomina dello stimatissimo fisico Luciano Maiani alla direzione del CNR è da tempo bloccata in attesa della ratifica. In estrema sintesi, il fatto che Maiani abbia sottoscritto il documento con cui un gran numero di ricercatori dell’Università “La Sapienza” di Roma ha chiesto al Rettore di non invitare il Papa per il discorso inaugurale dell’anno accademico ha innescato un’incredibile e vergognosa corsa alla delegittimazione delle sue credenziali, non solo come gestore della ricerca ma addirittura come ricercatore (a dispetto di un curriculum apprezzato da tutta la comunità scientifica internazionale), in cui si è distinta la ex-soubrette Gabriella Carlucci, nella sua attuale veste - ahimè - di deputato di Forza Italia. Comunque, la notizia è stata trattata poco e male dai giornali, ma molti blog hanno seguito l’incredibile botta e risposta tra la Carlucci e diversi esponenti di spicco della comunità scientifica internazionale, che a quanto pare non sono riusciti in alcun modo a farla dubitare delle proprie conoscenze di Fisica.

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