Chi sono

Mi chiamo Fabio Turone
e sono un giornalista scientifico.

Da oltre 15 anni vivo e lavoro a Milano.

Canto in un coro e mi diletto di vela, videoediting e fotografia.

Se io sostenessi che tra la Terra e Marte c’è una teiera di porcellana in rivoluzione attorno al Sole su un’orbita ellittica, nessuno potrebbe contraddire la mia ipotesi, purché mi assicuri di aggiungere che la teiera è troppo piccola per essere rivelata, sia pure dal più potente dei nostri telescopi.
Ma se io dicessi che – posto che la mia asserzione non può essere confutata – dubitarne sarebbe un’intollerabile presunzione da parte della ragione umana, si penserebbe con tutta ragione che sto dicendo fesserie.
Se, invece, l’esistenza di una tale teiera venisse affermata in libri antichi, insegnata ogni domenica come la sacra verità, ed instillata nelle menti dei bambini a scuola, l’esitazione nel credere alla sua esistenza diverrebbe un segno di eccentricità e porterebbe il dubbioso all’attenzione dello psichiatra in un’età illuminata o dell’Inquisitore in un tempo antecedente.
Bertrand Russell

18 Risposte

  1. Caro Fabio,
    ti ho scoperto finalmente. Immaginavo che avresti avuto un blog, e finalmente ti ho beccato.

    Marco Ferrari

  2. Ciao grande uomo “barbuto”, vedo con piacere che hai aperto un blog, bravo, era ora.
    Vedrò, quando ho tempo, di venirti a trovare qui e di leggere i tuoi articoli publicati, sperando di torvare qualcosa di interessante da leggere, e perchè no, da imparare.
    Basta che non si parli di “politica”, almeno qui.

    Ciao bello

    Davide

  3. Ciao Fabione
    Molto interessante questo Blog

    ciao

  4. Ciao Fabio,

    e’ sempre un piacere fare irruzione tra i tuoi appunti e rilfessioni per vedere il tuo punto di vista arguto.

    Bravo.

  5. Scusa se ti faccio una domanda personale: sei figlio di Danielle e di Sergio? E nipote di Giuliano?
    In caso positivo, ti prego di salutare Danielle e chiederle se si ricorda di una certa Floriana conosciuta più di 40 anni fa, nella redazione di “Novella” in Rizzoli, direttore Carlo Sprea.

    Con simpatia (sempre in caso positivo, ti ho conosciuto piccolissimo).

    Floriana

  6. Ebbene sì Floriana, sono proprio io…

    Ti saluterò la mamma quando la sento al telefono (io stesso non so mai quando le funziona internet e quando no… ma ultimamente è da un po’ che no).

  7. Grazie della risposta, mi fa piacere che sia tu. E complimenti per le tue attività e la ricchezza di interessi.
    Se vuoi, quando senti la mamma, passale il mio indirizzo mail, scambierei volentieri qualche parola con lei. Potrebbe essere interessante fare un parallelo tra quei tempi e questi (con uno sguardo politico femminile).
    Un caro saluto.

    Floriana

  8. La Corte d’appello di Milano ha autorizzato il padre Beppino Englaro a sospendere il trattamento che tiene in vita la figlia Eluana, in coma da sedici anni. La Radio vaticana ha parlato di “sentenza grave” ed ha ricordato come già i bioetici della Cattolica abbiano denunciato che la decisione dei magistrati “disconosce il principio della non disponibilità della vita e il dovere di ogni società civile, di assistere i propri cittadini più deboli”. L’errore della Chiesa e degli illustri bioetici della Cattolica, è di parlare della vita e non della persona. La tutela della vita e la tutela della persona dovrebbero essere la stessa cosa, dal momento che la vita appartiene alla persona. Tuttavia i due principi possono venire in contrasto qualora si affronti il problema dell’eutanasia o dell’interruzione delle cure terapeutiche. Infatti, in questi casi, tutelare la vita ad ogni costo può andare a scapito della persona; e tutelare la persona ad ogni costo può andare a scapito della vita. C’è però un motivo per cui è giusto tener conto sempre di un principio e non dell’altro: se osserviamo il primo principio (tutela della vita), corriamo il rischio di non rispettare la volontà del malato, manifesta o anche ragionevolmente umanamente coscienziosamente presunta. Se osserviamo il secondo principio (tutela della persona) possiamo andare, è vero, a scapito della vita, ma di quale vita? Solo ed unicamente della vita di colui che la rifiuta; oppure di colui al quale in qualche modo la vita già è stata negata. Quindi la tutela della vita ad ogni costo può recare svantaggio a qualcuno; la tutela della persona ad ogni costo non reca svantaggio a nessuno, giacché non va mai contro l’individuo, la sua volontà, ma contro un concetto generico della vita. Il principio da seguire sempre dovrebbe essere il massimo rispetto verso la persona.
    Elisa Merlo

  9. Affari Italiani 5 agosto 2008

    La Chiesa e il caso Eluana

    Gentile direttore, vorrei fare un po’ di chiarezza riguardo alla posizione della Chiesa davanti a casi come quello di Piergiorgio Welby, di Eluana Englaro, e soprattutto sul problema delicato e complesso dell’eutanasia. Intanto è importante informare non credenti e credenti, ecclesiastici compresi, che si ostinano a definire omicidio l’eutanasia, che la Chiesa stessa non considera l’uno e l’altra alla stessa stregua. Per rendersene conto basta confrontare due passi del Catechismo. Al n. 2268: “Il quinto comandamento proibisce come gravemente peccaminoso l’omicidio diretto e volontario. L’omicida e coloro che volontariamente cooperano all’uccisione commettono un peccato che grida vendetta al cielo”. Riguardo, invece, all’eutanasia, al n. 2277: “Essa è moralmente inaccettabile”. C’è una notevole differenza.

    In genere la posizione della Chiesa su questi problemi si basa su un’errata interpretazione di alcuni passi delle Scritture. Molti ecclesiastici lo sanno, ma non possono parlare, giacché la Chiesa può riconoscere gli errori del passato, ma non quelli attuali. I passi in questione si trovano nell’Antico Testamento: “Sono io che do la morte e faccio vivere” (Dt 32,39); “Il Signore dà la morte e dà la vita, fa scendere agli inferi e ne fa risalire” (1Sm 2,6). La Chiesa si appella a versetti come questi per affermare: “La vita e la morte dell’uomo sono, dunque, nelle mani di Dio, in suo potere”; “Morire per il Signore significa vivere la propria morte come atto supremo di obbedienza al Padre, accettando di incontrarla nell’«ora» voluta e scelta da lui, che solo può dire quando il cammino terreno è compiuto (cf Evangelium vitae). Ora, se c’è un Dio creatore ed una creazione, è ovvio che questa dipenda da Dio, ma non è altrettanto ovvio che sia Dio a “decidere” di dare la vita e la morte ad ogni individuo. Il concetto non solo non trova seria rispondenza nelle Scritture, ma è contraddetto dalla ragione e dalla nostra esperienza. Si pensi ad un concepimento a seguito di stupro, agli aborti spontanei, alle morti premature, accidentali, ecc. Non possiamo pensare che sia Dio a prendere simili “decisioni”. Che idea dovremmo farci del Creatore? Non possiamo basarci sul versetto della Bibbia che più ci fa comodo, per sostenere le nostre tesi. Altrimenti, per sostenere ad esempio che Dio è vendicativo e violento, potremmo ricorrere ai versetti che seguono immediatamente il verso citato del Deuteronomio: “Quando avrò affilato la mia spada folgorante, e la mia mano si accingerà al giudizio, farò vendetta dei miei avversari, ripagherò quelli che mi odiano. Inebrierò le mie frecce di sangue, la mia spada divorerà la carne: sangue degli uccisi e dei prigionieri, teste dei principi nemici”. E’ lo stesso Dio che parla, e nello stesso contesto. Le citazioni bibliche non devono contrastare né con la ragione né con lo spirito del Vangelo. La posizione della Chiesa sarà allora in sintonia col Vangelo? Neppure per sogno. Gesù ci dice: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi” (Gv 15, 12). Ora, per portare un esempio limite, non si vede come si realizzi questo amore nel caso di un neonato portatore di malattia gravissima ed incurabile, allungandogli di qualche giorno o di qualche settimana la vita. Ma perché dobbiamo pensare che debba provvedere Dio a togliere dalla sofferenza un malato senza speranza, e non piuttosto che sia proprio Dio ad affidarne all’uomo la responsabilità?

    Renato Pierri

    Scrittore ed ex docente di religione

  10. Carissimo,

    oggi ho letto una lettera su tuo padre su Il Centro, quotidiano d’Abruzzo, e mi sono ric0ordato del caro Sergio. Mio amico pr breve tempo. Un grande uomo e un gramnde giornalista.

    Ti saluto caramente.

    donato troiano

  11. Complimenti per questo blog

    Oscar A. Turone
    Buenos Aires – Argentina

  12. Caro Oscar, ti ringrazio per il tuo commento, che mi fa molto piacere.

  13. Scusa, ma per caso tanti anni fa scrivevi per il settimanale “Avvenimenti”?

    • Ciao Cristina,
      su Avvenimenti era mio papà Sergio – che aveva preso parte alla sua nascita – a tenere una rubrica settimanale intitolata “Occhio al Potere” (io per Avvenimenti scrissi un paio di articoli soltanto, agli inizi, perché ho preferito cercare altre strade senza passare per le conoscenze di mio padre).

      Ho dato un’occhiata al tuo blog: in bocca al lupo per tutto!

  14. Caro Fabio, sono un cinquantenne che ha come mito tuo padre. Una stella del giornalismo, un grande il cui ricordo mi fa commuovere.
    Cerco da anni il libro di tuo padre “come diventare giornalista senza vendersi” ma non riesco a trovarlo.
    Mi puoi aiutare ?
    Anch’io ho cantato in diverse corali. Il canto mi è rimasto nel cuore e anche se ho lasciato le corali continuo a cantare per diletto arie per baritono a casa, da solo come un pazzo ( è una droga ). Non ti nascondo che ho vissuto per anni un forte dissidio interiore perchè vedevo tanta ipocrisia e vergogne nelle chiese; non mi sentivo a posto con la mia coscienza.
    Vivo in sicilia sono calabrese e da alcuni anni mi impegno a fondo per parlare ai ragazzi nelle scuole di legalità. Sono un cancelliere di una sezione di tribunale – provincia di messina – e faccioparte di due associazioni antimafia.
    http://www.attiliomanca.it e http://www.ritaatria.it.

  15. Caro Vincenzo,
    temo di avere una sola copia di quel libro, ma cercherò nella mia libreria (ho cercato in Internet, ma non sembra saltare fuori).

    Alla peggio, se mi lasci un po’ ti tempo, ti faccio avere volentieri una fotocopia.

  16. Ciao Fabio,
    ogni tanto vengo a farmi un giretto dalle tue parti. Oggi mi sa che ti rubacchio la citazione di B. Russell :)

    Ciao
    Gio

  17. Ciao Fabio,
    …appassionato velista? E se SWIM si trovasse una volta per un tour velico? Cosi vediamo se sa nuotare veramente. Jacopo

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