Poveri pesci, avvelenati fin da piccoli dal DHMO

1 04 2008

E’ un killer invisibile, che penetra ovunque e di cui si trovano quantitativi più o meno abbondanti in ogni angolo del pianeta. Il complesso nome chimico è Monossido di Diidrogeno, in sigla inglese DHMO.
Come spiega nel suo blog Dario Bressanini, citando il “Material Safety Data Sheet“:

Il Monossido di Diidrogeno è un prodotto non regolamentato, ma reagisce violentemente con alcuni metalli, come il sodio e il potassio. Con il fluoro e con alcuni agenti disidratanti come l’acido solforico. Forma un gas esplosivo con il carburo di calcio. Si raccomanda di evitare il contatto con materiali di cui non si sia prima verificata la compatibilità.

E più avanti:

  • E’ il componente principale delle piogge acide.
  • Contribuisce all’effetto serra
  • Contribuisce all’erosione del suolo e dei paesaggi naturali
  • Viene usato ampiamente negli impianti di produzione dell’energia nucleare
  • Viene utilizzato come solvente industriale
  • E’ stato ritrovato nelle cellule tumorali di pazienti terminali
  • Può causare ustioni anche di terzo grado

Raccomando a tutti la lettura dell’ampio e circostanziato post di Bressanini, capace di togliere finalmente il velo da questa minaccia ubiqua e in grado di evocare scenari talmente inquietanti da far scorrere un brivido gelido lungo la schiena: una vera doccia fredda.

In Nuova Zelanda - in cui la sostanza è stata trovata in enormi quantità in molti prodotti ittici venduti liberamente nei supermercati - una parlamentare ha già aderito alla campagna per la messa al bando, e sarebbe bello sapere che cosa ne pensano i candidati premier nostrani.





Quando Monty Python incontra Eminem e tutti e due incontrano l’ateismo

30 03 2008

Oggi sono molto contento: ho ricevuto la visita sul blog dell’amico e collega Marco F che non sentivo da tempo, e sul suo blog “Leucophaea” ho trovato questo spassoso video, che lui ha ribattezzato “rap degli evoluzionisti”.

Al momento su youtube ci sono quasi 500 commenti (e molti blog ne parlano già, e offrono la trascrizione del testo del rap, che non è affatto facile da seguire), anche da parte di alcuni che non hanno capito che si tratta di una satira contro il creazionismo, il cosiddetto “disegno intelligente”, quell’idea affascinante quanto priva di fondamento che i religiosi provano a spacciare per scienza.

P.S. Ho toppato, e mi cospargo il capo di cenere: ho avuto conferma da colleghi giornalisti scientifici americani che la parodia in realtà prende in giro i non credenti (quorum ego), ed è opera di qualche creazionista. E a questo punto faccio tanto di cappello: non sanno distinguere le verità rivelate dalle teorie scientifiche ma con la computer graphics se la cavano molto meglio! (E chiedo scusa ai Monty Python per l’accostamento)





Spaghetti: scienza o religione?

27 03 2008

Un interessante e assai divertente post di Dario Bressanini mi ha permesso di scoprire che il comportamento meccanico degli spaghetti è studiato da sempre in modo più o meno scientifico.

Dario riferisce di uno studio in cui due ricercatori parigini hanno spiegato con un elegante modello matematico perché gli spaghetti sottoposti a una flessione assai spesso si spezzano in tre o più pezzi.

Basile Audoly e Sebastien Neukirch dell’università parigina Pierre e Marie Curie, in un recente articolo pubblicato sul Physical Review Letters, sostengono di aver risolto il problema, costruendo un modello matematico della dinamica di uno spaghetto.

I due ricercatori hanno scoperto che, quando la curvatura dello spaghetto raggiunge un valore critico, questo si rompe, proprio come ci si aspetterebbe, in due pezzi.

A questo punto si potrebbe immaginare che i due frammenti si “raddrizzino”. Invece sorprendentemente, questa prima rottura genera un’onda che si diffonde lungo i due frammenti. Invece di smorzarsi rapidamente, l’onda aumenta la curvatura dei due frammenti generando ulteriori fratture, che a loro volta possono generare delle altre onde e produrre altri frammenti.

I molti commenti fioccati, in cui parecchi lettori hanno fatto pubblico “coming out” ammettendo di aver passato lunghe ore a spezzare spaghetti per diletto, con un atteggiamento tra lo scientifico e il mistico, mi hanno fatto pensare a un misconosciuto culto che ha molti adoratori in tutto il mondo: la Chiesa del Flying Spaghetti Monster.

Flying spaghetti Monster

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Guagliò, non sai cosa ti perdi (se sei ateo)

25 03 2008

Sulla vicenda della conversione in pompa magna di Magdi Cristiano Allam torna oggi sul Corriere della sera Claudio Magris, con un fondo molto interessante in cui mi fa piacere ritrovare molte delle riflessioni che avevo fatto nel mio post di ieri - Magdi Cristiano (o crociato?) Allam - più una chiusa che dimostra ancora una volta che esiste un modo diverso di vivere la religione.

Conclude Magris:

Ma per fortuna il Cattolicesimo fa balenare la sua grazia e la sua grandezza anche in dettagli minimi, che riscattano pure le tiare. Proprio a Pasqua, quasi a controbilanciare il mio disagio per questa vicenda privata divenuta pubblica, Moni Ovadia mi ha raccontato che una volta Monsignor Bruno Forte, grande teologo e Vescovo di Pescara e Chieti, a un aggressivo interlocutore che si proclamava baldanzosamente ateo, rispose, in napoletano: «Guaglio’, non sai cosa ti perdi… ». Ecco, se la Chiesa parlasse sempre così…

Al contrario, a me l’avvento di Ratzinger ha fatto un effetto assai diverso, che ieri si è manifestato all’improvviso in modo comico.

Ero in libreria con mia moglie, e passando davanti allo scaffale su cui faceva bella mostra di sé il volume:

Joseph Ratzinger - Papa Benedetto XVI

“Perché siamo ancora nella Chiesa”

ho letto il tutto ad alta voce, e immediatamente il mio substrato romanesco ha risposto col cuore, di getto: “Perché se vieni fuori te meno!

(al ché mia moglie ha sghignazzato come non faceva da tempo per le mie battute sceme… sapendo che non alzerei un dito neanche sulla Santa Inquisizione :D)





Chiudi quella finestra

24 03 2008

carburatore-amore

Ancora una vignetta da KanemuKKha (8 gennaio)