Archivio per la categoria 'giornalismo scientifico'

Ma che bell’ambientino che c’è all’EPA…

In Italia ci si lamenta spesso del fatto che gli scienziati non vengono consultati dal legislatore, che spesso prende decisioni ignorando totalmente il punto di vista e le valutazioni di chi dedica la vita alle ricerche su un dato argomento. E non di rado si invidiano gli Stati Uniti, dove un profondo amore diffuso per scienza e tecnologia fa sì che il parere ufficiale delle agenzie scientifiche del governo sia in genere molto ascoltato.

Ora però un rapporto denuncia il fatto che se è vero che i ricercatori dell’Agenzia americana per la protezione dell’ambiente (La Environmental Protection Agency, in sigla EPA) continuano a condurre ricerche fatte come si deve, le pressioni politiche sono talmente forti da far sì che molte verità “scomode” scompaiano dalla versione ufficiale dei rapporti diffusi al pubblico.

In sostanza, al momento di trasformare le raccomandazioni degli scienziati in direttive politiche la scienza viene messa in un cantuccio, e la politica ha il sopravvento.

La denuncia viene da un’indagine della Union of Concerned Scientists, che ha chiesto ai ricercatori dell’agenzia di compilare in forma anonima un dettagliato questionario online, scoprendo che oltre metà dei 1.600 scienziati che si sono presi la briga di rispondere ha subìto interferenze di carattere politico.

L’indagine è stata ripresa dalla stampa (e merita una segnalazione il dettagliato articolo del Chicago Trubune) e ha suscitato immediatamente alcuni atti da parte di deputati e senatori, tra cui il presidente del comitato parlamentare sulle riforme governative Henry Waxsman, che ha preannunciato di voler ascoltare l’Amministratore dell’EPA Stephen Johnson in merito alla “ampia e diffusa interferenza politica nel lavoro degli scienziati dell’EPA”.

Tra le tante differenze con l’Italia: lo ha annunciato e lo farà.

Sesso a scuola: astenersi perditempo

Mentre da noi si dedicano articoli scandalizzati al caso di cinque preadolescenti che a Sant’Antimo, nel napoletano giocavano in classe a chi ce l’ha più lungo, negli Stati Uniti si discuteva sui programmi di educazione sessuale nelle scuole.

In particolare, si discuteva del fatto che i programmi che propugnano la sola astinenza non riescono a incidere minimamente sul numero di infezioni a trasmissione sessuale né sulle gravidanze indesiderate nell’adolescenza, certo indicativi di un grave problema.

Numerosi esperti hanno testimoniato ieri davanti al Congresso che i programmi fortemente voluti dai religiosi conservatori - quelli in cui si propugna la sola astinenza e ci si astiene dal fornire una vera educazione sessuale agli studenti, che dagli anni Novanta in poi stanno ricevendo cospicui finanziamenti federali - non funzionano.

E’ ovvio che in casi come questo non si tratta solo di buttar soldi pubblici in cose inutili, ma anche di distogliere i fondi, e l’attenzione degli studenti, da programmi che invece potrebbero avere un impatto positivo nel prevenire malattie e sofferenze.

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La scomparsa delle nanoparticelle mette in allarme la polizia di Matera

Questo filmato mostra quanto la politica italiana (in questo caso il Comune di Matera, nella persona del Senatore Avvocato Emilio Nicola Buccico) sia allergica al dibattito onesto sui temi delicati sui quali la popolazione dovrebbe essere messa in condizione di decidere consapevolmente, e scelga spesso la strada della menzogna (o delle mezze verità, altrettanto gravi) e dell’intimidazione, assistita in questo da accondiscendenti rappresentanti della comunità scientifica e da “solerti” responsabili dell’ordine pubblico.

Il mio plauso agli autori di questa battaglia, appartenenti al gruppo Qui Matera Libera e al Meetup Matera 2 di Beppe Grillo:

Poveri pesci, avvelenati fin da piccoli dal DHMO

E’ un killer invisibile, che penetra ovunque e di cui si trovano quantitativi più o meno abbondanti in ogni angolo del pianeta. Il complesso nome chimico è Monossido di Diidrogeno, in sigla inglese DHMO.
Come spiega nel suo blog Dario Bressanini, citando il “Material Safety Data Sheet“:

Il Monossido di Diidrogeno è un prodotto non regolamentato, ma reagisce violentemente con alcuni metalli, come il sodio e il potassio. Con il fluoro e con alcuni agenti disidratanti come l’acido solforico. Forma un gas esplosivo con il carburo di calcio. Si raccomanda di evitare il contatto con materiali di cui non si sia prima verificata la compatibilità.

E più avanti:

  • E’ il componente principale delle piogge acide.
  • Contribuisce all’effetto serra
  • Contribuisce all’erosione del suolo e dei paesaggi naturali
  • Viene usato ampiamente negli impianti di produzione dell’energia nucleare
  • Viene utilizzato come solvente industriale
  • E’ stato ritrovato nelle cellule tumorali di pazienti terminali
  • Può causare ustioni anche di terzo grado

Raccomando a tutti la lettura dell’ampio e circostanziato post di Bressanini, capace di togliere finalmente il velo da questa minaccia ubiqua e in grado di evocare scenari talmente inquietanti da far scorrere un brivido gelido lungo la schiena: una vera doccia fredda.

In Nuova Zelanda - in cui la sostanza è stata trovata in enormi quantità in molti prodotti ittici venduti liberamente nei supermercati - una parlamentare ha già aderito alla campagna per la messa al bando, e sarebbe bello sapere che cosa ne pensano i candidati premier nostrani.

Gli eccessi sugli iceberg aprono la strada al business?

La vicenda dell’Iceberg che si è staccato dalla banchisa suscitando preoccupazione, e in qualche caso allarmismi sproporzionati, come spesso accade in tutto il mondo, Italia compresa, ha dato al “Giornale” l’occasione per ospitare un articolo critico, che merita però una critica assai più severa.

Scrive infatti Franco Battaglia nelle prime righe:

È bene avvisare subito i lettori che la scienza ha già dimostrato che col riscaldamento globale l’uomo non c’entra, come fa fede il Rapporto del N-Ipcc - presentato a New York lo scorso 3 marzo e naturalmente ignorato dal Tg1 - dall’inequivocabile titolo: «È la natura e non le attività umane a governare il clima». L’N-Ipcc è un organismo scientifico internazionale, simile all’Ipcc ma privo del controllo politico dei governi (la «N» sta per «non-governativo»), di cui fanno parte fisici dell’atmosfera, geologi, climatologi e scienziati di scienze affini.

L’articolo l’ho trovato grazie a una segnalazione pubblicata a commento di un post del blog “Progetto Galileo”, che giustamente aveva fatto notare varie incongruenze nelle corrispondenze dei quotidiani sull’argomento.

Lì si faceva notare che l’articolo è categorico, ma la frase che ho citato non è solo categorica: è una boiata pazzesca (non so se in buona fede).

E’ assai raro che la scienza dimostri o smentisca in modo inequivocabile nulla, e davvero è difficile accettare l’idea che possa averlo fatto su un argomento controverso come il mutamento climatico.

Io premetto che non ho competenze in tema di clima, ma ne ho qualcuna in tema di manipolazione della stampa e della pubblica opinione, in cui tipicamente chi vuole difendere interessi economici minacciati da una teoria scientifica utilizza un paravento con credenziali scientifiche molto più apparenti che reali, e che spesso vive di finanziamenti provenienti da parti in causa.

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Fabio Turone

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