Archivio per la categoria 'farmaci'

L’efficacia degli antidepressivi? Deprimente

Dopo aver pubblicato una metanalisi (che ha preso in esame cumulativamente tutti i trial clinici presentati alla Food and Drug Administration) secondo cui “sembrano esserci poche dimostrazioni di efficacia a favore della prescrizione di farmaci antidepressivi, se non ai pazienti con le forme più gravi di depressione” il British Medical Journal ha indetto un sondaggio online tra i suoi lettori, in cui chiede se i medici dovrebbero modificare le proprie abitudini prescrittive alla luce di questo dato.

A oggi, tre risposte su quattro (su 812 votanti) dicono che sì: i medici dovrebbero smettere di prescrivere farmaci antidepressivi a chi non soffre di una forma particolarmente grave di depressione.

Il sonno della ragione genera la neurocosmetica

Chi sorride di fronte alla prospettiva che un giorno gli iscritti agli esami di ingresso all’Università - ma magari anche i candidati per una cattedra - vengano estratti a sorte per sottoporsi all’esame antidoping come gli sportivi farà bene a tenere a bada i muscoli facciali: una corrispondenza pubblicata in dicembre su Nature ha infatti scoperchiato un vaso assai poco lusinghiero per alcuni appartenenti all’Accademia.

Secondo Barbara Sahakian e Sharon Morein-Zamir, del Dipartimento di Psichiatra dell’Università di Cambridge, in Inghilterra, tra i docenti americani e inglesi non è raro il consumo di farmaci soggetti a prescrizione come lo stimolante Adderall, e il Provigil, che favorisce lo stato di veglia, che vengono assunti per migliorare le proprie prestazioni accademiche.

Doping del cervello, si potrebbe chiamarlo, o magari neurodoping.

Una loro indagine anonima e informale tra i colleghi ha rivelato che almeno una dozzina di loro li usa, con le modalità e per i motivi riassunti nell’immagine.

Nature

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Incarcerex: il farmaco preferito dallo spin-doctor

Smanettando con il sito Technorati (che favorisce le interazioni virtuose tra blogger) mi sono nuovamente imbattuto in una geniale parodia che denuncia l’uso demagogico che si fa - soprattutto in campagna elettorale - della minaccia di ricorrere a punizioni severe, che tempo fa avevo io stesso segnalato a parecchi amici.

Inutile dire che l’immaginario farmaco Incarcerex che assicura eccezionali risultati in caso di sondaggi sfavorevoli mi ha fatto pensare alla proposta di castrazione chimica avanzata da uno dei soliti bru-bru ma poi sposata anche dal candidato Veltroni: i meglio informati sanno bene che non funziona per prevenire le violenze sessuali o pedofile, ma sanno altrettanto bene che può portare il voto dei meno informati.

Confesso di non essere granché informato sui dettagli, ma ho il dubbio che lo stesso tipo di approccio possa aver influenzato anche il recentissimo decreto sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (in fondo le norme non è che mancassero: piuttosto mancavano e mancano i controlli sistematici…)


Fabio Turone

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