Un interessante e assai divertente post di Dario Bressanini mi ha permesso di scoprire che il comportamento meccanico degli spaghetti è studiato da sempre in modo più o meno scientifico.
Dario riferisce di uno studio in cui due ricercatori parigini hanno spiegato con un elegante modello matematico perché gli spaghetti sottoposti a una flessione assai spesso si spezzano in tre o più pezzi.
Basile Audoly e Sebastien Neukirch dell’università parigina Pierre e Marie Curie, in un recente articolo pubblicato sul Physical Review Letters, sostengono di aver risolto il problema, costruendo un modello matematico della dinamica di uno spaghetto.
I due ricercatori hanno scoperto che, quando la curvatura dello spaghetto raggiunge un valore critico, questo si rompe, proprio come ci si aspetterebbe, in due pezzi.
A questo punto si potrebbe immaginare che i due frammenti si “raddrizzino”. Invece sorprendentemente, questa prima rottura genera un’onda che si diffonde lungo i due frammenti. Invece di smorzarsi rapidamente, l’onda aumenta la curvatura dei due frammenti generando ulteriori fratture, che a loro volta possono generare delle altre onde e produrre altri frammenti.
I molti commenti fioccati, in cui parecchi lettori hanno fatto pubblico “coming out” ammettendo di aver passato lunghe ore a spezzare spaghetti per diletto, con un atteggiamento tra lo scientifico e il mistico, mi hanno fatto pensare a un misconosciuto culto che ha molti adoratori in tutto il mondo: la Chiesa del Flying Spaghetti Monster.


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