Chi volete in casa: un padano-forse-ladro o un onesto professionista africano?

Milano, Mississippi.

Questo è il pensiero di fronte all’appello diffuso il rete dalla collega giornalista Stefania Ragusa per aiutare un altro collega giornalista – che da anni lavora in Italia perché rifugiato politico – a trasferirsi con la famiglia a Milano, dove lo chiama il lavoro.

Spero che qualcuno con un appartamento da affittare a persone oneste «senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali» legga questo appello, di fronte al quale non posso che vergognarmi per l’Italia (e per la Lombardia) in cui viviamo.

Jean Claude Mbede è un giornalista camerunese, ha lo status di rifugiato e vive in Italia da tempo con la moglie e due bambini. Fino ad ora ha vissuto a Roma. Adesso il suo lavoro lo porta a Milano. In questi mesi ha cercato una casa in affitto nel capoluogo lombardo ma si è scontrato con i più scontati e prevedibili timori razzisti. Si è rivolto a parecchie agenzie ma tutti hanno risposto che i padroni di casa preferivano non affittare ai neri.

Proprio oggi Jean- Claude mi ha lasciato su FB un messaggio che riporto testualmente:

«Giornalista e cittadino onesto, mi sento dire dalle agenzie immobiliari che le case in affitto in Lombardia non sono riservate agli stranieri. Anzi… Io, però, devo lavorare a Milano assieme alla mia famiglia. E dopo tre mesi, mi sento impotente e incapace di fronte a tale ingiustizia. Anche perche, 25 anni fa, mentre facevo i pimi passi nel mio piccolo paese in Africa, la prima volta che vidi una persona alla pelle bianca fu quando arrivò un gruppo di cooperanti milanesi, tutti originari della Lombardia, proprio dove mi è impedito un affitto , nonostante le garanzie e la mia predisposizione per il lavoro. Sono ferito e deluso».
C’è qualcuno tra di voi che ha un appartamento adatto da affittare, a un prezzo ragionevole e anche nei dintorni di Milano? Conoscete qualcuno che sta cercando di affittare? Potete comunque fare girare questa mail?
In caso di risposta affermativa, vi prego di scrivermi e vi metterò subito in contatto con Jean Claude. Grazie in anticipo e buon Natale a tutti
stefania

Stefania Ragusa
Professional Journalist
Milan – Italy
www.stefaniaragusa.com


Arci TODO CAMBIA
associazione interculturale
via Oglio 21 – Milano
www.todocambia.net

I misteri di Amazon.it e UPS

Venerdì scorso ho ordinato su Amazon.it un libro americano, pagando la spedizione “1 giorno” che mi assicurava la consegna entro martedì (cioè oggi).
Il libro – che mi serve per lavoro – non è arrivato, per cui sono andato a guardare lo stato della spedizione, trovando il seguente rompicapo (clicca per vedere l’immagine ingrandita):

Il mio libro sembrerebbe aver subito un sacco di ispezioni, alla partenza e all’arrivo in svariati luoghi diversi (compresa Colonia, in Germania), senza mai essere partito dall’East Midland Airport, dove il traffico aereo sembra abbastanza regolare.

Qualcuno è in grado di spiegare quest’apparente assurdità/falsità?
Magari mi sa anche dire se pagherò comunque la salatissima tariffa per la spedizione “1 giorno”?

Il PD fa incontrare studenti e polizia, contro la violenza

Ripubblico con orgoglio un appello frutto del lavoro del Partito Democratico, e in particolare del mio amico deputato Lele Fiano, per contrastare chi vorrebbe approfittare delle violenze di pochi (spesso aizzate ed esacerbate ad arte) per togliere a molti il diritto di manifestare il proprio dissenso e le proprie idee.

Studenti, poliziotti, politici del PD insieme per arginare chi soffia sul fuoco aizzando gli scontri come Maurizio Gasparri ed il governo.

Tutti attorno a un tavolo per firmare un documento al termine di un incontro tenutosi questa sera nella sede nazionale del PD tra alcune rappresentanze studentesche: Udu, Rete degli studenti, Ricercatori, giovani di Acli, Arci e Fuci e 6 sigle sindacali della Polizia di Stato: Coisp, Siulp, Siap, Anfp, Silp e Sap.

Questo il testo dell’Appello del Partito Democratico

I gravi incidenti dello scorso 14 dicembre a Roma, hanno lasciato sul terreno troppi feriti, troppi danni e la necessità di una doverosa riflessione su cosa stia succedendo, alle nuove generazioni del nostro Paese, nel rapporto tra protesta politica e violenza.

E’ una riflessione necessaria perché l’Italia non può permettersi il rischio di cadere in una nuova spirale di violenza e di terrore, come è avvenuto in un passato non troppo lontano, e di cui tutti conoscono i drammatici esiti.

Due sono i beni irrinunciabili in gioco. Da una parte la certezza che nessuna concessione debba essere fatta, né ora né mai, all’uso della violenza come forma di contestazione. Dall’altra il diritto costituzionale a manifestare, in maniera civile, a sostengo delle proprie idee e convinzioni. Siamo in un momento di grande difficoltà: specie i giovani percepiscono con grande preoccupazione e rabbia l’incertezza del loro futuro.

Noi dobbiamo evitare che l’incertezza e la rabbia si trasformino in violenza. Ed è questo un compito della politica, che deve dare risposte. Lo ribadiamo: il diritto di tutti a manifestare liberamente il proprio dissenso è un bene fondamentale. Ma è necessario separare, senza incertezze, le legittime manifestazioni pacifiche di dissenso da coloro che, invece, alle manifestazioni partecipano in forma organizzata e squadristica, con l’unico scopo di produrre violenza, feriti e danni.

In questa difficile situazione si inserisce il complesso e delicato lavoro delle forze dell’ordine, che svolgono un ruolo, centrale, di difesa delle istituzioni, della sicurezza dei cittadini e della libertà di espressione. E’ un impegno difficile sul quale la politica e l’opinione pubblica hanno un diritto-dovere di controllo e, quando occorre, anche di critica, ma nella consapevolezza che il tema centrale che ci consegnano i fatti di questi giorni è l’emergere di una violenza di piazza che va respinta subito.

Questo l’appello che rivolgiamo ai giovani, assumendoci per quanto ci riguarda, nei rispettivi ruoli che ciascuno di noi ha, l’impegno a difendere i principi di legalità e i diritti alla sicurezza e all’espressione della propria opinione.

Grazie Inter!

Ecco i blog di scienza di Science Writers in Italy

Il sito dell’associazione Science Writers in Italy raccoglie oggi in una pagina – che presto si arricchirà di nuovi contributi e di nuove funzionalità per la consultazione e l’interazione – i blog in cui i suoi iscritti scrivono di scienza:

Il logo dei blog di scienza di science writers in Italy

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