Oggi sono finito sull’Unità con la mia odissea alla ricerca del circolo del PD Giambellino, e sono riuscito a far arrabbiare i due gentili iscritti (una dei quali è la portavoce del circolo) che si sono prodigati – in un contesto generale a dir poco inefficiente, e certo non rispondente ai proclami nazionali – per permettermi di iscrivermi (spero di riuscire a farlo domani sera).
Domani cercherò anche un modo garbato e cortese per spiegare alla portavoce del circolo, che in risposta all’articolo dell’Unità ha scritto un commento piccato, che la sua reazione avrebbe avuto un altro significato se si fosse anche premurata non dico di correggere subito gli indirizzi errati tuttora segnalati sui siti nazionale e milanese del PD, ma almeno di fornire – giacché scriveva una lettera a un giornale – un qualche diavolo di recapito a chi si trovasse nella mia identica situazione in futuro. Invece no, né un indirizzo fisico (con i prossimi orari di apertura previsti) né una e-mail né un numero di telefono…
Ero al telefono di nuovo con la collega giornalista dell’Unità, verso le 6, quando è entrata in redazione una amica che non vedevo da tempo e mi ha ringraziato per averle risparmiato una perdita di tempo: se non avesse letto l’Unità sarebbe andata anche lei proprio stamattina in Via Tolstoi, a prendere la tessera per sostenere Marino, e sarebbe finita come me a interrogarsi sulla scomparsa del circolo.
Comunque sono di buon umore, e in vista del fatidico giorno in cui varcherò la soglia di una ex sede della Democrazia Cristiana per prendere la tessera, ho trovato divertente comporre questi messaggi, visto che il primo sta avendo un discreto successo:




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