Sul suicidio assistito in Oregon il bilancio è positivo

Secondo un’analisi pubblicata sull’ultimo numero del prestigioso American Journal of Bioethics, la discussa legge con cui nello Stato americano dell’Oregon sì è inteso assicurare a chi vuole la possibilità di morire con dignità, con l’aiuto di un medico, non ha causato a distanza di molti anni dalla sua approvazione alcuno degli abusi paventati dagli oppositori.
In dettaglio, l’autore dello studio sugli effetti del Death with Dignity Act Ronald A. Lindsay conclude che:

1) Non si è verificato alcun declino nella qualità e disponibilità delle cure palliative;
2) La legalizzazione del suicidio assistito non ha avuto conseguenze particolari per alcuno specifico gruppo di persone vulnerabili;
3) La legge non risulta essere stata applicata all’infuori dei pazienti terminali in grado di intendere e volere per i quali è stata scritta;

Quanto al quarto aspetto presentato come inevitabile – quello degli abusi – i dati non permettono di affermare con certezza nulla, né in un senso né nell’altro, ma “la conclusione più ragionevole è che i rischi di abuso non superano i benefici della legalizzazione” scrive il bioeticista, la cui sintetica conclusione è chiara: “L’esperienza dell’Oregon rappresenta un argomento a favore della legalizzazione dell’assistenza nella morte”.

Ecco l’abstract originale dello studio (“Oregon’s Experience: Evaluating the Record “), consultabile online (a pagamento)

Abstract
Prior to passage of the Oregon Death with Dignity Act, opponents of assistance in dying argued that legalization would have serious harmful consequences. Specifically, they argued that the quality and availability of palliative care would decline, that the harms of legalization would affect certain vulnerable groups disproportionately, that legal assisted dying could not be confined to the competent terminally ill who voluntarily request assistance, and that the practice would result in frequent abuses. Data from Oregon’s decade-long experience decisively refute the first three predictions. As to abuses, the record is not quite as clear, but if an appropriate framework for analysis is utilized, the most reasonable conclusion is that the risks of abuse do not outweigh the benefits of legalization. To the extent projected harmful consequences are relevant to the debate over legalization, Oregon’s experience argues in favor of legalization of assistance in dying.

Sono sicuro che ben pochi parlamentari lo leggeranno, ma io lo segnalo comunque.

Il più letto manuale di storia della medicina… sarà un sito

La profezia è interessata, poiché viene dal curatore del sito, ma ci sono tutti gli ingredienti perché diventi – come prevede appunto Robert Bud, curatore dell’area medica del Science Museum di Londra – “il più letto manuale di storia della medicina”: appena inaugurato dal Science Museum, il sito “Brought to Life” è stato finanziato da una delle istituzioni più attive al mondo in questo ambito, il Wellcome Trust.
wellcome0703f1.
Presenta oltre 2500 immagini di oggetti usati a scopi curativi fin dalla notte dei tempi, ma anche dei personaggi che li hanno immaginati e usati, da esplorare attraverso numerosi percorsi tematici. Accanto a questi percorsi, materiali educativi già pronti per i docenti, in particolare delle scuole superiori.
Oggi il sito è sovraccarico: troppi curiosi da tutto il mondo. Però la visita a singhiozzo mi è bastata per capire che ci tornerò più e più volte.

Quando la morte ci chiamerà…

L’amico Meristemi accosta argutamente questa vignetta di Dilbert alla discussione in corso in Parlamento sul testamento biologico:

Una vignetta di Dilbert sul testamento

Una vignetta di Dilbert sul testamento: 1) «La vostra generazione lascerà alla mia generazione un pianeta morente e un debito raccapricciante» - «He he» 2) Ma noi inventeremo farmaci capaci di prolungare la vita così soffrirete con noi. Ha!» - «Oh oh» 3) Vi attaccheremo alle macchine e vi terremo in vita finché i poveri chiederanno di mangiarvi» - «Bella pensata»

A me ha fatto venire in mente la “candida, vecchia contessa” di De Andrè che si aspetta l’esclusiva sui numeri del lotto:

non vedo l’ora di andar fra i dannati
per rivelarglieli tutti sbagliati

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