E’ da poco stato pubblicato online il rapporto dell’associazione americana Physicians for Human Rights “Broken Laws, Broken Lives” (“Leggi violate, vite violate”), nella cui prefazione il Maggiore Generale in pensione Antonio Taguba, che ha diretto l’investigazione ufficiale della US Army sullo scandalo di Abu Ghraib, scrive:
After years of disclosures by government investigations, media accounts, and reports from human rights organizations, there is no longer any doubt as to whether the current administration has committed war crimes. The only question that remains to be answered is whether those who ordered the use of torture will be held to account.
Questo rapporto – che offre una visione globale dopo che da più parti erano giunte denunce circostanziate, di cui avevo scritto due volte (“I medici di Guantanamo tra divisa e camice bianco” e “Solo l’acqua è innocente“) anche su questo blog – conferma che non c’è più alcun dubbio che l’attuale amministrazione USA ha commesso crimini di guerra. Il dubbio – ahimè colossale – riguarda il seguito: qualcuno sarà chiamato a rispondere di questi crimini?
Accanto al rapporto completo (in inglese), è disponibile una versione sintetica (Executive Summary, come si usa chiamare).
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Un senatore democratico americano ha chiesto l’istituzione di una commissione d’inchiesta sull’uso della tortura da parte dell’Amministrazione Bush, come da tempo sollecitato da Physicians for Human Rights.
La petizione è consultabile qui:
http://actnow-phr.org/campaign/investigate_torture